10 Settembre 2016

Credula Postero: un incontro di anime sensibili


Storie di commercio. Camilla: “E’ come se una persona entrando si lasciasse la quotidianità alle spalle per ritrovarsi in un altro mondo, un mondo in cui le cose sono piene di valore e passione”


di Cristina Sgobio

Carpe diem quam minimum credula postero. Una frase di Orazio nel bel mezzo di via Nazario Sauro, in quella via fuori dal tempo, ricca di originalità e stupore, di semplicità e raffinatezza. Proprio qui Camilla Robuschi ha deciso di aprire la sua attività, il suo “mondo magico”, come ama definirlo. E lo ha fatto ricorrendo al suo cuore, alla sua anima, alla sua passione e alla sua energia. Credula Postero è il nome del suo negozio: sì, non il celebre Carpe Diem, ma la parte finale di quella frase in cui e per cui Camilla riversa tutta la sua fiducia per il futuro. «Il mio futuro è il mio negozio e tutto l’amore che dò a questo luogo – racconta –. Questo è un mondo altro rispetto a quello che c’è fuori, un mondo in cui s’incontrano più sensibilità».

Quando e come nasce Credula Postero?
«Dieci anni fa, dall’idea del mio papà che è antiquario da più di trent’anni. Io mi sono laureata in Conservazione dei Beni culturali nel 2006 e lui mi ha proposto di aprire un negozio di libri antichi, poi lui è subentrato come socio e quindi abbiamo ampliato la scelta, con oggetti, cose antiche, curiosità, cose strane. E’ una passione di famiglia. Questo è sempre stato il mio sogno».

Com’è il rapporto con tuo padre?
«Lui mi ha trasmesso la passione per questo mondo. Ci intendiamo, abbiamo le stesse idee, ci completiamo. Inoltre, è mio padre che cerca gli oggetti e che ha i giusti contatti per trovarli. E’ per questo che dico che c’è questa comunione tra me e lui: sentiamo le stesse cose. Io non potrei mai vendere un oggetto che non mi piace e lui prende cose che sente sue e che, in realtà, sono anche mie».

Si tratta di un ambito abbastanza particolare…
«Sì, infatti c’è voluto tempo perché si capissero il mio genere e le mie proposte, ma l’interesse non manca. La cosa più bella è che anche i giovani si lasciano affascinare da questo mondo. A loro interessano libri, oggetti, o magari vengono qui per scegliere un regalo particolare, anche perché io realizzo pacchetti originali e personalizzati. Con l’aiuto dei miei consigli, molti ragazzi riescono a individuare il regalo adatto da fare, io creo la confezione e, alla fine, il tutto viene corredato da un aforisma che sceglie il cliente da una scatola magica. Così si ha qualcosa di originale e, soprattutto, unico. Qui c’è la precisa scelta di creare un mondo antico, come se una persona entrando si lasciasse la quotidianità alle spalle per ritrovarsi in un altro mondo, un mondo in cui le cose sono piene di valore, un valore dettato dalla passione dell’artigiano. E’ un incontro di anime sensibili: quelle che entrano e quelle che sono già qui perché sono dentro agli oggetti».

Quindi c’è un incontro tra creatività e antichità
«Sì, anche questo. Per esempio, abbiamo messo delle teste antiche di marionette in una gabbia illuminata, creando così uno strano effetto. Oppure, abbiamo inserito una conchiglia in un’antica cornice del ‘600. Quindi un’unione di creatività e natura: l’arte naturale dell’uomo. Per me questo è qualcosa di eccezionale, soprattutto quando sento che viene capita. Ogni giorno ho la conferma che questo è un mondo magico: unendo tutte queste sensazioni – di chi entra, di chi ha posseduto l’oggetto, di chi lo ama – si crea quasi una magia: molta gente entra, resta qui un po’ e poi viene chiamato dall’oggetto. Così, capita che il cliente venga da me, mi abbracci e mi ringrazi per aver trovato il regalo giusto. Si crea un rapporto di affetto e di amore del luogo».

Le tue vetrine sono sempre molto particolari
«Sì, la vetrina per me ha un grande significato. E’ talmente difficile da spiegare che mi emoziono: ci penso di notte, sogno gli oggetti da mettere in vetrina. E’ fatta attraverso il tempo e la mia anima. Cerco anche di creare corrispondenze e simbologie in vetrina che magari non vengono capite da tutti, però ci sono. Ad esempio, un giorno ho fatto una vetrina dedicata ad Alice nel Paese delle Meraviglie: teiere e tazzine appese con fili trasparenti, in grado di creare un effetto straordinario».

Partecipate anche ai mercatini della via?
«Sì, c’è un mercatino qui, lungo via Nazario Sauro. Noi commercianti usciamo dai negozi con banchetti durante questo mercatino che c’è ogni terzo sabato del mese. E poi, teniamo molto alla pedonalizzazione che ci hanno promesso: non c’è ancora, ma aspettiamo fiduciosi, perché questa è una via ricca di negozi belli e particolari. Sarebbe bello se fosse pedonalizzata, favorendo così il passeggio».

Progetti in cantiere?
«Continuo così: questa è la mia via. Continuo con le vetrine e con nuove idee. Continuo anche con la mia idea dell’aforisma fuori dal negozio, una frase di un poeta o di un artista: come se parte della sensibilità esistente all’interno del negozio, uscisse in strada».

Da / 3 anni fa / L'intervista /

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