30 Agosto 2016

C.C.V Parma Centro: “Delusi: Dimessi in 5, presto altri…”

C.C.V Parma Centro: “Delusi: Dimessi in 5, presto altri…”

La coordinatrice Carlotta Marù: “Non ci hanno mai chiesto niente, mai. Non ci hanno mai mandato i regolamenti, prima che venissero discussi in consiglio, giustificandosi dicendo che non erano obbligati a fornirceli”. I Problemi? “Rifiuti e sicurezza e la sede: Facciamo riunioni itineranti”. Contrari ai lavori del Ponte Romano


Il quartiere Parma Centro è sicuramente tra i quartieri che per un motivo o per un altro è spesso protagonista nelle pagine dei quotidiani locali a causa dei problemi legati alla sicurezza e al degrado urbano. Tanti i problemi legati alle risse in Piazzale della Pace o in Stazione, ma anche le segnalazioni sui rifiuti che in alcune zone della città diventano un problema anche d’immagine del quartiere. Il centro storico rappresenta anche la vetrina per i turisti che vengono in città. Carlotta Marù, coordinatrice del Consiglio dei Cittadini Volontari Parma Centro, per capire cosa stanno facendo e quanto questo organismo sia stato ascoltato dall’amministrazione e se il suo lavoro è riuscito a portare al quartiere dei miglioramenti.

Quali sono le problematiche principali del Quartiere Parma Centro che i cittadini riscontrano e vi segnalano?
“Tra le problematiche, la più importante è sicuramente la sicurezza. Le strade del quartiere sono poco illuminate e c’è poco controllo un fattore questo  legato anche alla crisi del commercio. Com’ è evidente, nel centro di Parma sono presenti molti negozi chiusi e non è difficile vedere saracinesche abbassate. Un problema questo che si lega anche a quello delle Ztl. In merito a ciò noi vorremmo proprio il contrario di quello che stanno facendo. Noi vorremmo che tutto tornasse aperto, come avveniva 20 anni fa quando la gente poteva andare in centro e fare la spesa nei negozi senza sentirsi costretti ad andare nei centri commerciali, una scelta che nasce soprattutto per comodità. Noi vorremmo restituire quello che Parma era e dovrebbe essere: la “Piccola Parigi”, un piccolo mondo antico sereno e tranquillo”.

Si parla spesso di raccolta differenziata, di cui il Comune tesse spesso le lodi per il sistema adottato, voi cosa ne pensate a riguardo?
“La raccolta differenziata per noi è un altro grosso problema. Mentre negli altri quartieri potrebbe anche andare bene la raccolta svolta nella modalità di adesso, il centro è popolato da molti turisti, e un tedesco o un russo che il mercoledì sera va a cena in via Farini, soprattutto durante i giorni di raccolta della plastica,  si trova praticamente tutta l’immondizia per le strade.  “Tutto giallo! Giallo Parma” dicono, ma è solo immondizia. Per non parlare del residuo, o dell’organico, che attirano topi e nei periodi caldi anche un odore non gradevole per le strade. Secondo noi tutto questo è contro producente per il turismo. Quindi, almeno per il centro, vorremmo una raccolta differenziata con l’inserimento di qualche bidone, accompagnata ad un sistema di raccolta come avveniva in precedenza”.

Per quanto riguarda il degrado urbano?
“Quello è uno dei problemi più evidenti, soprattutto in zone come la Stazione e Piazzale della Pace. A tal proposito abbiamo fatto la passeggiata con il sindaco, attraversato con lui, via Garibaldi, piazzale della Pace, via XX settembre, piazzale D’Acquisto, e abbiamo fatto notare ad esempio in Piazzale della Pace, quello che c’è dietro al monumento a Verdi, dove è consueto trovare  extra comunitari che dormono e bivaccano. Poi magari i vigili danno noia ad uno che passa con il cane sul prato, quando ci sono invece persone che lì ci dormono”.

Come ha reagito il sindaco alle vostre segnalazioni?
“Il sindaco ha reagito anche abbastanza bene per la verità. Ha detto che il problema principale sono leggi centrali del Governo nazionale. Loro possono anche fermarli, fare il “foglio di via”, ma se poi non vengono applicate le leggi nazionali, hanno le mani legate”.

Cosa ne pensate invece dei lavori ormai iniziati del Ponte Romano?
“Noi c’eravamo organizzati a riguardo. Abbiamo chiamato il dottor Caprotti, responsabile del Comitato Ponte Romano, perché io e la maggior parte dei consiglieri, non siamo d’accordo. Siamo d’accordo sull’intervento per quanto riguarda gli scavi archeologici e quindi riportare alla luce il Ponte Romano, così da essere posto in evidenza tale, che la gente possa anche andare a visitarli. Però senza bloccare una città. Con questi lavori, si chiude Borgo Romagnosi, si tolgono altri posteggi e inoltre quella strada poteva essere una valvola di sfogo durante le manifestazioni in centro. Invece chiudendola totalmente non sarà più così.
Caprotti tra l’altro non ha mai ricevuto i certificati di stabilità per effettuare gli scavi, quindi faranno probabilmente ricorso al TAR. Così intanto si rischia che si inizi a scavare lì, potrebbero essere rinvenuti altri reperti che bloccherebbero i lavori o in alternativa potrebbero fare ricorso al TAR, tutte operazioni che poi potrebbe avanzare una sospensiva e questo potrebbe rischiare di lasciare la città aperta e bloccata”.

Quindi per quanto riguarda le dichiarazioni di Alinovi secondo cui commercianti e residenti sono favorevoli a questo intervento?
“Io credo che in merito possa essere d’accordo qualche commerciante, nutrito dalla  speranza che costruendo una “piccola ghiaia” dall’altra parte, si possa avere più afflusso. Ma io non credo che sarà così. Io cercherei invece di valorizzare maggiormente la già esistente Piazza Ghiaia, che è una piazza meravigliosa. So che non è proprietà del comune, ma è in gestione, però fare delle altre attività, usarla per altri tipi di concerti o altri tipi di mercato che ricordi la ghiaia vecchia, quando ad esporre erano i vecchi commercianti parmigiani a proporre prodotti a chilometro zero, potrebbe essere un esempio per far rivivere alla zona il suo antico splendore”.

Per quanto riguarda il lavoro generale del CCV. Quali sono state le aspettative iniziali rispetto al vostro ruolo e quali sono stati i risultati che invece avete raggiunto?
“Noi ci siamo messi in gioco perché amiamo fortemente la nostra città e il nostro quartiere, speravamo di riuscire a fare di più. Nel senso che ci siamo trovati un po’ come un organismo di facciata e non lo nascondiamo. Tant’è che un sacco di consiglieri si sono dimessi, nel mio ccv se ne sono dimessi 5 (ma dal sito ne risulta solo uno, il n. 17) e penso che a breve se ne dimetteranno degli altri. Da regolamento dovevamo essere un organismo con potere consultivo e propositivo, quindi proporre idee nuove per aiutare la città, gli abitanti e i commercianti, ma soprattutto potere consultivo. Ci aspettavamo che ci venissero a chiedere cosa ne pensassimo noi, in quanto rappresentati e portavoce dei cittadini, delle varie iniziative. Non ci hanno mai chiesto niente, mai. Non ci hanno mai mandato i regolamenti, prima che venissero discussi in consiglio, giustificandosi dicendo che non erano obbligati a fornirceli, però in realtà un regolamento sulla partecipazione sarebbe stato utile per fare delle proposte, usare i fondi, anche se minimi, del comune, per fare qualcosa anche se piccola.
Noi siamo un po’ delusi e questo lo abbiamo fatto presente. E ci hanno risposto che come tutte le cose nuove c’è bisogno del tempo per il rodaggio, che anche loro dovevano affrontare questa esperienza nuova e quindi dovevano imparare come comportarsi, gestire le necessità ecc. Sul metodo di lavoro c’è sicuramente una pecca”.

Quali sono le proposte che avete avanzato? E il comune come le ha accolte?
Adesso noi stiamo proponendo che ad esempio in piazzale Borri, che un bello spazio verde con le panche e il parco, si possa costruire un piccolo parco giochi per bambini, non di dimensioni eclatanti, ma uno scivolo e due altalena, giusto perché i bambini della zona non si debbano per fora spostare in Cittadella, ma possono scendere sotto casa, tirare due calci ad un pallone in un ambiente più sicuro e sereno. Restituire la città alle famiglie soprattutto.
Poi abbiamo creato un progetto per la raccolta differenziata. Non ci siamo limitati solo a dire “non ci piace” punto e basta, ma abbiamo presentato un progetto valido con una soluzione, con il progetto di un architetto correlato di conti con spese, consumi e costi. Però non c’è stata mai una risposta, solo  dei NO.

Il rapporto con gli altri CCV, come lo definireste?
“Poca compartecipazione. Con qualche quartiere si. Io ad esempio sono andata ad una riunione del Pablo, un quartiere che presenta molte problematiche e con la quale è importate rapportarsi. Uscire dal centro storico, sentire anche che problemi hanno gli altri per capire. San Leonardo e Pablo hanno moltissimi problemi. Però tra di noi non abbiamo mai organizzato cose insieme, anche se sarebbe stato opportuno almeno con i quartieri confinanti organizzare qualcosa”.

Invece com’è il rapporto con l’amministrazione?
“Io credo che questo progetto sulla carta era ottimo. Ma non è andata come doveva andare, le cose non sono state gestite in modo opportuno, tant’è che di pratico, tirando le somme abbiamo fatto poco e niente in un anno. Non perché non abbiamo lavorato,  ci siamo riuniti molte volte, ma abbiamo sempre trovato dei muri da quella parte. Siamo delusi. Il timore è essere stati presi “per facciata” e forse anche loro sono rimasti delusi da noi perché è come se si fossero trovati delle serpi in seno”.

Quante volte vi riunite e come?
“Le nostre riunioni sono itineranti. Con l’arrivo della bella stagione ci siamo riuniti in piazzale Borri, in piazza Ghiaia, proprio per capire i problemi da vicino e ci riuniremo all’aperto finché possiamo. La sede che ci hanno affidato è in via Melloni al secondo piano senza ascensore e quindi non è visibile e soprattutto non è accessibile a tutti. Abbiamo chiesto più di una volta uno spazio al pian terreno che non sia nascosto, per permettere una volta settimana anche ai pensionati di riunirsi e tenere il contatto. Però questo sembra impossibile per le varie problematiche che ci sono. Noi ci riuniremo ancora all’aperto, perché dato che la gente non viene da noi, abbiamo deciso che andremo noi dalla gente, l’unica soluzione è questa. Come progetti: per ora la sicurezza è il problema principale e le ztl. Vorremmo trovare una soluzione che dia modo ai commercianti di avere un attimo di respiro”.

Quali sono le prospettive future?
“Per la sicurezza, certamente l’obiettivo è cercare di rendere la città più vivibile. Noi speriamo di essere in carica fino a fine mandato. Hanno anche cambiato il regolamento, saremo in carica per 5 anni, e non più per due e mezzo, quindi a cavallo tra un’amministrazione e l’altra sempre che la prossima per statuto non decida di eliminarci”.

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