8 marzo 2019

Conferenza Annuale dei Sindaci delle Città Medie

Conferenza Annuale dei Sindaci delle Città Medie
Conferenza Annuale dei Sindaci delle Città Medie
Conferenza Annuale dei Sindaci delle Città Medie

Il dibattito pomeridiano e la richiesta al governo di un piano strategico con le proposte Anci


La richiesta al Governo di un piano triennale strategico per le città medie che comprenda le proposte dei Sindaci e dell’Anci con politiche di sviluppo urbano e infrastrutturale, crescita ed investimenti, riordino di funzioni e competenze e che elimini duplicati e sovrastrutture burocratiche. Questa in estrema sintesi il frutto della discussione odierna che ha visto protagonisti i Sindaci delle città medie riunitosi oggi a Parma per la prima Conferenza annuale dei Sindaci delle città medie.

Ha inaugurato i lavori delle sessioni pomeridiane il coordinatore Nicola Sanna ed ha condiviso con i sindaci il documento di lavoro frutto delle proposte venute fuori anche dai precedenti sei appuntamenti Anci con Road show “partendo dalla visione di una città capoluogo che conosce bene il proprio territorio, col protagonismo dei sindaci e le funzioni delle aree vaste. Negli ultimi dieci anni c’è stata una devastazione della situazione finanziaria dei comuni e il contributo delle autonomie al risanamento dei conti pubblici è stato spropositato, non solo con una sottrazione di risorse ma anche vi è stato un rilassamento dei conti pubblici. Al quadro economico si è aggiunto la confusione generata dall’attuazione del riordino delle Province con la creazione delle aree vaste”, così nella sua relazione Guido Castelli, Delegato alla Finanza locale Anci e Sindaco di Ascoli che aggiunge che “in Italia non sono presenti realtà in senso di Global Cities europee e che per rendere le politiche strategiche delle città medie incisive sul territorio è necessario mettere in campo relazioni, interdipendenze chiare tra i vari livelli dello Stato”.

La tavola rotonda si è incentrata su tematiche connesse le singole esperienze delle città. Il Sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri ha evidenziato, da Presidente della Provincia, l’importanza del livello di governo sia nella strategia e nel ruolo rivestito come area vasta marcando la necessità che sia un organo il cui Presidente sia persona terza rispetto ai comuni per garantirne autonomia nelle scelte. Francesco De Pasquale, Sindaco di Carrara, ha rappresentato le difficoltà che vivono le città di periferia con le criticità dell’essere decentrate mentre il Sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli ha evidenziato il ruolo della “Casa dei Comuni come sede di rappresentanza per competenze e funzioni dell’area vasta, quindi istituzionalmente il lavoro dell’Anci e in questo senso”. L’assessore di Padova Antonio Bressa ha chiesto di dare più forza ai territori soprattutto attribuendo risorse maggiori alle aree vaste mentre il Sindaco di Belluno Jacopo Massaro ha evidenziato che, al di là dell’inquadramento area vasta o provincia, è necessario far corrispondere alle responsabilità in capo ai comuni altrettanti poteri reali di azione, cosa che avviene per le regioni che l’autonomia differenziata potrebbero creare ancora più asimmetria di ruoli. 

Vittorio Poma, Presidente della Provincia di Pavia e Presidente UPI ha ribadito che alla luce della riforma del Titolo V della Costituzione Italiana e della legge Delrio sulle province, con la creazione delle aree aveste ha creato problemi di origine ordinamentali ma di cui non si può fare a meno come ente intermedio. Marco Martucci, Responsabile Network e Operation Area Nord Est di Open Fiber ha illustrato i progetti in corso su tutto il territorio nazionale, dalle 271 città interessate dalla cablatura in fibra ottica agli ulteriori progetti in corso per far accedere ai servizi digitali oltre 7700 comuni interessati dagli interventi anche futuri tramite convenzioni dirette con le città e progetti nazionali, nonostante situazioni di potenziali criticità burocratiche. Il sindaco di Latina invece, Damiano Coletta si è soffermato nel suo intervento sulle relazioni dei comuni tra loro e il centro della regione e Roma raccontando l’esperienza locale mentre Eduardo Guglietta, Responsabile del servizio incentivi Istituto per il Credito Sportivo ha raccontato le buone pratiche portate avanti con la collaborazione di Anci nelle città medie soprattutto nella collaborazione su più interventi strategici e di intervento.

Le conclusioni della giornata sono state affidate a Stefano Candiani, Sottosegretario del Ministero dell’Interno che ha evidenziato come “dal confronto di oggi è evidente che qualcosa non funziona, dalla legge Delrio ad oggi qualcosa è rimasto inattuato e con la profilazione di ambiti vi è stata sovrapposizione di gestione e competenze. Sono due anni che è tutto bloccato, il paese si è fermato”, ha dichiarato il Sottosegretario, “il paese è fermo perché le istituzioni non funzionano, c’è troppa confusione tra i ruoli e livelli dello stato. Le regole vanno cambiate per far ripartire il Paese e per far tornare ad investire nel nostro territorio. Le funzioni principali devono essere ripristinate ma con chiara distinzione tra le funzioni, competenze e servizi delle città metropolitane e quella Provincia che rappresenta un territorio di area vasta”.

Secondo il Sottosegretario Stefano Candiani “bisogna ripartire con la scrittura del Testo Unico degli Enti locali perché dopo vent’anni è lecito rifarlo, ci stiamo lavorando e passeremo presto al dibattito parlamentare anche attraverso una legge delega che sia in grado di sbloccare la situazione anche solo per far ripartire gli investimenti e le città medie sono un punto di riferimento sul territorio”.

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