21 Dicembre 2016

Conclusi gli interventi di potenziamento sul depuratore di Fidenza

Conclusi gli interventi di potenziamento sul depuratore di Fidenza

Il nuovo impianto funziona con energie rinnovabili ed è in grado di trattare anche una parte delle acque reflue di Salsomaggiore. Nascerà anche il Museo dell’Acqua


Si sono conclusi i lavori di ammodernamento e potenziamento dell’impianto di località San Michele Campagna, che ha visto aumentare la propria capacità di trattamento della linea fanghi da 50mila a 100mila abitanti equivalenti e che nelle scorse settimane – in seguito a una minuziosa visita ispettiva dell’organismo di certificazione CSQ – ha ricevuto la certificazione ISO 9001.

L’investimento di circa 2.500.000 euro – sostenuto principalmente da EmiliAmbiente SpA e in quota minimale dal Comune di Fidenza – si era reso necessario innanzitutto per adeguare l’impianto alla crescita fisiologica della città e per aumentarne l’efficienza. L’impianto si autosostiene in termini di consumo di gas di processo e non è stato necessario acquistare gas metano per mantenere il buon funzionamento del comparto di digestione. L’energia termica prodotta consente inoltre di ottenere una riduzione del volume dei fanghi – che sono rifiuti speciali – con la conseguente diminuzione dei costi per il loro smaltimento. L’intervento ha compreso inoltre l’adeguamento/ricostruzione degli impianti elettrici e la realizzazione di una nuova cabina di trasformazione ad alimentazione dell’intero impianto.

Non è tutto: il potenziamento del depuratore fidentino è un tassello di un disegno più ampio che prevedeva anche il collegamento tra le reti fognarie di Salsomaggiore Terme e quelle di Fidenza, in modo tale che una parte delle acque reflue di Salsomaggiore potesse essere trattata nell’impianto fidentino. Diverse le motivazioni, innanzitutto di carattere ambientale: la concentrazione di cloruri presente nelle acque di Salsomaggiore a causa degli scarichi termali rischiava, infatti, di minare la sopravvivenza dell’ecosistema fluviale del Torrente Ghiara, nel Parco Regionale Fluviale dello Stirone. L’assetto integrato del sistema fognario-depurativo dei due Comuni, inoltre, consente di ridurre, in prospettiva, i costi di gestione e facilitare il controllo del corretto funzionamento degli impianti.

Tornando al depuratore di Fidenza, è in corso l’iter di approvazione del progetto definitivo per la ristrutturazione della palazzina all’ingresso del complesso: a fine lavori nello stabile verrà allestito il Museo dell’Acqua di EmiliAmbiente, uno spazio destinato a ospitare materiali didattici e di divulgazione sul ciclo idrogeologico, sul Servizio Idrico Integrato e sulla sua storia. La palazzina ospiterà inoltre il nuovo Laboratorio Analisi di EmiliAmbiente.

“E’ un intervento importante, a beneficio del territorio e dell’ambiente. Il potenziamento del depuratore permette di soddisfare al meglio le esigenze di un’area in crescita e ci consente di contenere i costi di gestione. L’impianto, infatti, è dotato di una centrale termica alimentata dal biogas prodotto e quindi si autosostiene. L’energia originata, inoltre, permette di diminuire il volume dei fanghi e di conseguenza anche il costo del loro smaltimento”, ha spiegato il Sindaco Andrea Massari.

 

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