24 Febbraio 2017

Nomina dg del Comune: ecco su cosa indaga la Corte dei Conti

Nomina dg del Comune: ecco su cosa indaga la Corte dei Conti

L’esposto del Movimento Nuovi Consumatori: “partecipazione al bando fuori tempo massimo e incompatibilità per il precedente incarico in Asp”. Pizzarotti: “attacco politico”


La vicenda della nomina del Direttore Generale del Comune di Parma Marco Giorgi è stata al centro di numerose polemiche nei mesi scorsi. Il Movimento Nuovi Consumatori ha anche presentato sulla vicenda un esposto sia per una presunta irregolarità, secondo la quale lo stesso Giorgi, insieme ad altre due persone, avrebbe presentato domanda per l’incarico oltre il tempo massimo stabilito dal bando.

Ma le obiezioni del Movimento Nuovi Consumatori non si fermano qui, ma si spingono fino a ritenere incompatibile la nomina stessa di Giorgi, che aveva un incarico in Asp. Secondo il decreto legislativo 39 del 30 aprile 2013  tra le cause di inconferibilità e incompatibilità c’è quella di chi nell’ultimo anno è stato presidente o l’amministratore delegato di ente di controllo pubblico provinciale o comunale: e Asp è al 99% del Comune e all’1% della Curia.

È probabile, ma per avere la certezza si dovrà attendere maggiori dettagli, che su una di queste due questioni la Corte dei Conti abbia voluto aprire un approfondimento, al quale Pizzarotti riconosce solo un valore di attacco politico, come da lui stesso dichiarato in una nota e paragonandolo alla vicenda scaturita a seguito dell’esposto per abuso d’ufficio relativa alle nomine per la Fondazione Regio:

In mattinata “la procura della Corte dei Conti mi ha inviato una lettera di contestazione con alla base l’ennesimo esposto di un esponente Pd: ormai fare politica con meno contenuti ma con molti esposti è diventata la prassi, ricorderete sicuramente quello finito con archiviazione per abuso d’ufficio”. E’ quanto scrive, sulla sua pagina Facebook, il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, secondo cui “mi vengono richieste informazioni perché a loro avviso la nomina del direttore generale, avvenuta nel 2015, è contestabile”.

Al riguardo, prosegue, “risponderò quanto prima esponendo le mie ragioni, forte di tutti i pareri che sostengono il contrario e che finora non ci hanno richiesto: posso dire con assoluta tranquillità di aver sempre agito nella massima correttezza e nell’interesse della città, come ho sempre fatto”. Quindi, chiosa, “fare il sindaco comporta anche questo, tante grane personali che a volte ti portano a chiederti chi te lo fa fare.  Ma si va avanti, sempre. Per Parma non cambia nulla”.

Pizzarotti pubblica poi un parere richiesto all’ANCI, datato settembre 2015, secondo il quale nel caso sottoposto a giudizio, non esisterebbero le condizioni per rilevare un’inconferibilità nell’incarico a Giorgi.

 

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