22 Marzo 2016

Chiesi e Pontremoli: “L’università e il turismo più vicini all’industria”

Chiesi e Pontremoli: “L’università e il turismo più vicini all’industria”

“Parma, io ci sto!” incontra il mondo dell’industria. Barilla: “Serve più visibilità per Parma”. Dopo i convocati, i sindaci e gli imprenditori: a maggio primo incontro con i cittadini


 

Prima la chiamata diretta al Ridotto del Regio, individuando una rosa di persone per ognuna della quattro aree tematiche individuate: Agroalimentare, formazione e innovazione, musica e cultura, turismo e tempo libero. Poi l’incontro con i sindaci del territorio nella sede di Dallara e adesso un’assemblea con gli “altri” industriali, da Alberto Figna a Paolo Coppini, da Ombretta Sassi Binacchi, una delle poche che non ha mai smesso di aiutare la cultura del territorio, non senza aver mancato di rimarcare la delusione per come sono stati gestiti degli eventi da lei sostenuti, non ultimo “Il Festival della parola”.

Per il resto continua la marcia degli industriali promotori di quello che si è autodefinito un movimento che nasce per “combattere il declino in atto della città” e che, piano piano, inizia anche a parlare di contenuti e strategie. A Barilla, Chiesi e Pontremoli (Dallara), non piace com’è la città e dove sta andando. Lo dicono con il loro linguaggio, certo, e dopo aver liquidato la politica di oggi , iniziano a scrivere il libro di quello che vorrebbero fosse il futuro. Molti sono temi già sentiti, ma accantonati negli anni e le priorità sono sempre quelle, la differenza la farà chi verrà chiamato per realizzarle.

Apre Barilla, che ritorna a parlare della necessità di una città “che abbia più visibilità e faccia parlare di sé”. Più tecnico l’intervento di Chiesi che analizzando le strategia dell’Ateneo reclama una maggiore attenzione a formare figure adatte all’industria locale: “dobbiamo fare quello che Reggio Emilia ha saputo fare meglio di noi, curvare la formazione verso le eccellenze del territorio”.

Critiche e proposte anche su come si dovrebbe gestire il turismo, da parte di Pontremoli della Dallara: “Il turismo deve diventare un’industria, solo così può diventare una risorsa per il territorio”. Per quel che riguarda la cultura le proposte sono illustrate da Paolo Andrei, che ripete quanto si era detto al primo incontro. “Dobbiamo puntare sul Festival Verdi e ampliamento dello Csac”.

Grande entusiasmo da parte degli industrali e Figna ha ribadito il pieno appoggio dell’Upi per l’iniziativa. Per la Binacchi quella che sta emergendo è “una visione di Parma che mancava e che potrebbe essere vincente”. Per ora si resta in attesa di capire se il “Movimento” troverà una sponda politica o esprimerà un candidato, e in questo caso Paolo Andrei sembrerebbe il più probabile, oppure troverà nella politica un candidato ritenuto una garanzia per i progetti degli industriali. Quello che è certo è un giudizio molto severo su chi amministra la città, considerandolo responsabile di farla spegnere lentamente, ma inesorabilmente.

Barilla attacca chi ha amministrato Parma: “La città? 15 anni di declino”

Gli industriali escono allo scoperto e propongono un manifesto per la città: “Rialzare la testa”. Chiesi: “Così non va, quando ti presenti ai partner stranieri, dici che sei di Parma e ti guardano con quel sorriso un pò così”

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