18 Marzo 2016

CGIL Parma : “Ancora rappresentativi, siamo 75mila iscritti”

CGIL Parma : “Ancora rappresentativi, siamo 75mila iscritti”

Sono 6000 gli under 35, pari all’8% dei lavoratori attivi, mentre gli stranieri sono 8326 (11%). Tiene Università e scuola, crollo edilizia


Nel 2015 la FILCAMS (commercio turismo e servizi) diventa la prima categoria tra i lavoratori attivi, con ben 6.201 iscritti e fa registrare un +13,45% rispetto al 2014 (+732 tesserati). Sostanziale tenuta per gli alimentaristi della FLAI (5.781 iscritti) e il pubblico impiego della FP (4.885 iscritti, +0,3%), rispettivamente seconda e terza categoria sul territorio, seguite a ruota da FIOM (con i suoi 4.855 metalmeccanici iscritti) e dalla FILCTEM (chimici, tessili, energia, che registra 3.415 tesserati).

In un contesto di conferma dei tesseramenti nelle aziende manifatturiere crescono, seppur con numeri contenuti, anche categorie come SLC (lavoratori della comunicazione, +0,6%) e FISAC (bancari e assicurativi, +1,4%); FLC, scuola, università e ricerca, registra una sostanziale tenuta (-0,2%), mentre la FILT, il comparto dei lavoratori di trasporto e logistica, che aveva fatto segnare incrementi negli anni scorsi, subisce un calo (-3,8%) dovuto alla fuoriuscita definitiva dal mondo del lavoro di lavoratori per cessazione degli ammortizzatori.

In edilizia lo stillicidio dei lavoratori del settore che prosegue ormai da diversi anni si riverbera ovviamente sul dato degli iscritti alla FILLEA (-10,2%): secondo il rapporto Excelsior 2015 della Camera di Commercio di Parma “Rimane particolarmente critico l’andamento del settore delle costruzioni (-250 unità) che continua a registrare cali occupazionali dal 2009”.

Per quanto riguarda il genere, il 2015 fa registrare una percentuale media di iscritte del 49%, con una presenza del 56% nello SPI CGIL e del 44% nella macrocategoria degli attivi. Per quanto concerne l’età, gli under 35 iscritti alla CGIL di Parma sono circa 6000, pari all’8% dei lavoratori attivi, con una forte presenza in FILCAMS e in FLAI. Infine, gli iscritti stranieri nel 2015 risultano essere 8326, pari all’11% del totale dei lavoratori attivi iscritti, con una incidenza maggiore in categorie quali FLAI, FILCAMS, FIOM.

Per il segretario generale della CGIL Parma, Massimo Bussandri, i dati del tesseramento 2015 “attestano la grande capacità di rappresentanza di questa organizzazione anche in questi ultimi anni di grave crisi”. In particolare, Bussandri pone l’accento sulla “forte crescita di iscritti registrata dalla FILCAMS nel settore del commercio, turismo e servizi (segno che siamo stati capaci di cogliere il processo di terziarizzazione che sta investendo anche un territorio a forte tradizione manifatturiera come il nostro) e il +8,3% del NIdiL, che rappresenta i lavoratori precari e discontinui, le partite Iva e i disoccupati, a testimonianza della capacità della CGIL di captare i nuovi bisogni di lavoratrici e lavoratori in un contesto in cui non solo viene richiesta la tutela nel luogo di lavoro, messa in discussione anche per il susseguirsi di disposizioni legislative penalizzanti per il lavoratore (v. Jobs Act), ma anche una consulenza a 360 gradi su tutti i problemi che le persone affrontano ogni giorno con mezzi sempre più logorati”.

“Possiamo dire che le battaglie promosse dalla Cgil per una contrattazione più inclusiva, nei confronti di quella parte del mondo del lavoro ancora esclusa da tutela e rappresentanza sindacale, abbiano pagato, riuscendo a coinvolgere lavoratori spesso difficilmente raggiungibili e intercettabili, per dare loro visibilità, riconoscimento e più diritti sociali”.

“Alla conferma della grande rappresentanza che esprimiamo con questi 75mila iscritti – conclude Bussandri – si aggiunge la grande soddisfazione per le ultime tornate elettorali relative alle RSU. Queste infatti hanno certificato che il 72% dei lavoratori dell’industria del territorio parmense, iscritti e non, si riconoscono nella CGIL e nelle sue scelte. Un mandato che ci impegna ancora più fortemente sia nelle iniziative già avviate a livello territoriale a salvaguardia della legalità e della regolarità, con particolare riferimento alla spinosa questione degli appalti, sia pubblici che privati; sia nella grande sfida lanciata a livello nazionale con la “Carta dei diritti universali del lavoro”, una sorta di nuovo Statuto che ricostruisca tutto il diritto del lavoro smontato da anni di politiche liberiste, e su cui è stata avviata una consultazione straordinaria degli iscritti che si concluderà il 19 marzo, per dare avvio alla fase di raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare”.

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