4 Gennaio 2016

Cgil contro Comune: “Lavoro trasformato in volontariato”

Cgil contro Comune: “Lavoro trasformato in volontariato”

Lettera del sindacato a Pizzarotti: “Riflessioni di fine anno dal punto di vista dei lavoratori appaltati nei servizi pubblici”


“Questo 2015 si chiude in una situazione generale, dove la crisi, che si abbatte sui lavoratori e sul lavoro, non ha allentato la sua morsa. Il lavoro, quando c’è, si muove in una palude di incertezza e difficoltà che colpisce duramente il lavoratore dipendente e il lavoratore autonomo. Parma è stata uno specchio significativo e avanzato di questa situazione, tante, tantissime sono state le situazioni che hanno visto il lavoro, la sua dignità e la sua sicurezza in pericolo.

Il welfare , uno stato sociale che soffre sempre più la moltiplicazione di situazioni problematiche e che sempre meno riesce a sopperire a tali carenze. Gli enti pubblici, i Comuni, in questi casi hanno sempre più difficoltà a reggere un urto devastante che ricade sui lavoratori e sulle fasce più deboli della popolazione.

Il welfare cittadino è un esempio lampante di come si debbano necessariamente cercare altre strade e altre vie se si vogliono dare risposte che siano ancora adeguate al contesto in cui ci troviamo. Se la Giustizia Sociale dovrebbe essere la base di partenza (e di arrivo) per qualsiasi scelta legislativa ed amministrativa, la capacità e l’intelligenza di governare tale cambiamento diventa fondamentale.

Se le scelte amministrative si dividono tra l’ossessione puramente e unicamente ragionieristica di far tornare i conti e un “saccheggio” della cosa pubblica visto negli anni precedenti, non abbiamo molte speranze. La politica, anche quella cittadina, soprattutto quella cittadina, deve riprendere in mano la propria funzione di “guida”, proprio per la vicinanza e la prossimità che può avere con la cittadinanza. Deve tornare ad essere guida primaria che si muove per la tutela di tutti i cittadini e i lavoratori.

Anche le PA per gestire i propri servizi non devono necessariamente fare riferimento ad una “intrinseca moralità” che riguardi solamente il ritorno de conti ma devono avere una base di giustezza che riguardi il rispetto del lavoro e la qualità del servizio che intendono erogare.

Grande preoccupazione ha destato il bando per l’integrazione scolastica assegnato di fatto al massimo ribasso o la trasformazione di attività lavorative in “volontariato”. La dignità delle donne e degli uomini che lavorano deve essere il faro principale per qualsiasi scelta che una amministrazione intende fare.

Anche gli strumenti che vengono adottati per far questo debbono essere congrui all’obbiettivo prefissato. Servizi ai cittadini che mantengano un alto grado di competenza, efficienza e universalità, con lavoratori preparati ai quali deve essere garantita una retribuzione adeguata e giusta ai compiti che hanno e uno status lavorativo che li faccia emergere come i veri e propri “motori” di tali servizi.

Per queste ragioni i bandi che vengono emanati dall’ente pubblico devono essere sorretti da regole precise che premiano gli enti appaltanti che investono sulla dignità e continuità del lavoro e non che speculano con bandi al ribasso che inevitabilmente colpiscono i lavoratori e e di conseguenza il servizio erogato. Regole di dignità il più possibile univoche che stratifichino i diritti su tutto il territorio provinciale di Parma, senza differenze, senza le macchie di leopardo che come oggi caratterizzano i servizi sul nostro territorio e che differenziano la qualità del lavoro in pochi km”.

Segreteria Funzione Pubblica Parma, Delegati CGIL dei servizi pubblici appaltati

 

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