7 Luglio 2016

Centro Riuso: “Bilancio positivo, ma spazio troppo piccolo”

Centro Riuso: “Bilancio positivo, ma spazio troppo piccolo”

“La gente deve capire la differenza tra quello che facciamo noi e un normale mercatino. Avremo bisogno di spazio e mezzi. L’assessore Folli ha detto che spera di trovare dei finanziamenti. Aspettiamo…”


Una stanza di poco più di 200 mq colma di oggetti, giocattoli, qualche piccolo mobile, alcuni abiti e molte curiosità e un piccolo laboratorio per riparare quello che, pur interessante, arriva malconcio e richiede qualche lieve ritocco prima di essere rimesso in circolazione. Marcel Marika e Giuseppe Cocconcelli sono i custodi e l’anima del “Centro del Riuso” aperto in via Lazio, che in poco più di qualche settimana ha già creato un “interessante” circuito di quasi mille persone. Un ottimo lavoro, anche se molti ancora non conoscono l’iniziativa.

“Ci sono persone che ci vedono quando portano del materiale in discarica e poi visitano lo spazio come se fosse un mercatino come gli altri – spiega subito Marcel -. Noi ritiriamo gratuitamente la roba, poi la sistemiamo, se è necessario, e la riproponiamo ad un prezzo simbolico. Eppure qualcuno tratta anche su i due o i tre euro”. Niente di male, sorride il padrone di casa dell’associazione Altrogiro che ha in gestione lo spazio, il quale non si stanca di ripetere a tutti cos’è il Centro del Riuso.

“Lo spazio è poco, si è riempito alla svelta e adesso occorre fare molta attenzione a quello che ci si porta in casa, il Centro del Riuso non può diventare un magazzino di oggetti che non hanno un’alta circolazione, perché il rischio è di dover sospendere l’attività e non poter ritirare più nulla fino a quando non vengono distribuiti gli oggetti lasciato in deposito”, dichiarano Marcel e Giuseppe..

La posizione è certamente strategica, davanti all’ecostazione di via Toscana, ma lo spazio è molto ridotto e certo non può permettere la crescita dell’attività, così con mille “donatori” occorre rallentare un po’, in attesa di trovare nuove soluzioni, perché questa non si tramuti in un’azione simbolica e non in un vero e proprio “Centro del Riuso” che lavori a pieno regime.

“I giocattoli siamo riusciti a darli ad una nostra amica, che gentilmente ce li custodisce.”. Ma cosa chiede di più la gente che viene a fare visita? “Beni di prima necessità – continuano Marcel e Giacomo -. In molti chiedono dei mobili, ma noi non abbiamo un mezzo per ritirarli e poi… dove li potremmo mettere? Abbiamo chiesto all’assessore Folli di pensare ad una soluzione diversa, per far crescere questo progetto occorre uno spazio più grande, ma lui ci ha detto che non ci sono luoghi del Comune che potrebbero essere messi a disposizione e che però si impegnerà a trovare dei finanziamenti, magari per poterli prendere in affitto”.

“Per ora ci facciamo prestare un furgoncino, cerchiamo di partecipare a dei bandi, uno anche con la Fondazione Cariparma”. Insomma, se non si cresce, si muore.

 

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