18 Aprile 2019

Breve e strategica: la nuova psicoterapia per i disturbi più diffusi

Breve e strategica: la nuova psicoterapia per i disturbi più diffusi

Agisce sul paziente in modo rapido e deciso: modifica il modo di vedere le cose e permette di ottenere un cambiamento radicale. Quali disturbi cura? Ne parliamo con la psicoterapeuta Barbara Sacchelli del Centro MaBa


Lterapia breve strategica, nella forma utilizzata attualmente, deve la sua formulazione alla collaborazione tra Paul Watzlawick e Giorgio Nardone, una forma di avanzata tecnologia terapeutica che ha dimostrato la sua sorprendente efficacia nell’applicazione alle più invalidanti e persistenti forme di patologia. Ne parliamo con la dottoressa Barbara Sacchelli.

Perchè si chiama terapia strategica breve?
«La terapia è breve, perché l’intervento si conclude con un numero contenuto di sedute, massimo dieci. Strategica perché usa un dialogo strategico: l’intervento si focalizza fin dall’inizio sul rompere il circolo vizioso che si è stabilito fra tentate soluzioni e persistenza del problema, lavorando sul presente piuttosto che sul passato, su come funziona il problema piuttosto che sul perché esiste, sulla ricerca delle soluzioni piuttosto che delle cause.»

A cosa è finalizzato il trattamento?
«In sostanza, il metodo strategico si propone di modificare il modo di vedere le cose della persona che soffre di un disturbo. La ristrutturazione del proprio punto di vista inizia già durante le prime sedute, nelle quali la persona impara ad accedere a risorse che già possedeva ma che non era in grado di sfruttare, creandosi una nuova maniera di vedere e percepire ciò che fino a poco prima rappresentava un problema.»

Il terapeuta come agisce sul paziente?
«A differenza di altri orientamenti terapeutici, il terapeuta strategico si interessa direttamente a tutte e tre le seguenti aree della persona:
• la funzionalità o disfunzionalità del comportamento;
• il vissuto emotivo della persona;
• il suo modo di interagire e di costruire la propria realtà, ossia cognizioni e percezioni

Qual è l’atteggiamento più comune del paziente?
«Quando ci troviamo di fronte a una difficoltà, la prima cosa che ci viene da fare per risolverla è utilizzare la strategia che ci sembra appropriata perché ha funzionato in passato per difficoltà simili. Talvolta, però, essa non funziona come ci saremmo aspettati. E questo ci porta a intensificare i nostri sforzi in quella direzione, perché la soluzione pensata ci appare ancora la più logica, ovvia, o l’unica possibile.»

Ci faccia un esempio.
«Un semplice esempio è la reazione tipica che le persone hanno quando la mattina mettono in moto la macchina, e non parte al primo colpo. Di solito si tenta ancora. E ancora, e ancora. E a volte si arriva a scaricare completamente la batteria. In casi come questi è proprio lo sforzo ripetuto per risolvere il problema ad alimentarlo.»

Qual è il vantaggio di questa terapia?
«La possibilità di ottenere un cambiamento radicale e duraturo e non superficiale o sintomatico, come spesso accade nel metodo tradizionale. Oltre a questo, permette ai pazienti di risparmiare tempo e denaro.»

CURA I SEGUENTI DISTURBI:
Problemi dell’infanzia e dell’adolescenza: bullismo, disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività, disturbo oppositivo-provocatorio, mutismo selettivo, disturbo da evitamento, ansia da prestazione, fobia scolare, disturbo da isolamento;
Disturbi d’ansia: disturbo da attacchi di panico, agorafobia, disturbo d’ansia generalizzato, fobia sociale, disturbo post-traumatico da stress (PTSD), fobie specifiche (di animali, oggetti, situazioni);
Disturbi ossessivi compulsivi: ossessioni, compulsioni, disturbi somatoformi (ipocondria, dismorfofobia, ecc);
Disordini alimentari: anoressia, bulimia, vomiting, Binge Eating;
Disturbi sessuali: difficoltà di erezione, eiaculazione precoce, vaginismo e dispaurenia, disturbi del desiderio;
Depressione, nelle sue varie forme;
Problemi relazionali nei diversi contesti: coppia, famiglia, lavoro, relazioni sociali;
Disturbi legati all’abuso di Internet: la dipendenza dalla rete, la information overloading addiction (quando le informazioni non bastano mai), lo shopping compulsivo in Rete, on-line gambling (scommesse in rete), il trading on-line compulsivo, la chat dipendenza, la dipendenza da cybersesso.

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