30 Marzo 2019

Caso Venturi: indagati nove medici per abuso di ufficio

Caso Venturi: indagati nove medici per abuso di ufficio

Ipotesi di reato per i membri della commissione che aveva deliberato la radiazione dall’albo dell’assessore regionale alla Sanità


Indagati nove componenti della commissione disciplinare che aveva deliberato la radiazione dall’albo dell’assessore regionale alla sanità Sergio Venturi. L’ipotesi di reato sulla quale la Procura sta indagando è di abuso d’ufficio in concorso. L’Ordine dei Medici di Bologna aveva adottato il provvedimento nei confronti di Venturi per una delibera della Giunta regionale del 2016 sulle competenze di infermieri e medici sulle ambulanze che consentiva la presenza a bordo dei soli infermieri specializzati, senza i medici.

Il caso aveva fatto discutere, il presidente dell’Emilia Romagna Bonaccini era sceso in campo a difesa dell’assessore regionale dichiarando “ingerenze illegittime da parte dell’Ordine” e lanciando l’allarme di “ un sistema sanitario sotto attacco”.

Le direzioni generali regionali si erano schierate a favore di Venturi con una nota congiunta ed era partita una petizione online dall’Ospedale Maggiore di Parma con migliaia di firme per sostenere l’assessore radiato dall’Ordine dei Medici di Bologna.

“Ancora grazie, prima di tutto, alle oltre 7.000 persone che mi hanno sostenuto nei primi difficili momenti. Ho atteso con pazienza quasi quattro mesi perché mi arrivassero le motivazioni della radiazione, e potessi quindi difendermi – ha commentato ieri Venturi sulla sua pagina facebook alla notizia dell’indagine avviata dalla Procura nei confronti della commissione -. Attenderò tutto il tempo necessario con la sicurezza di aver sempre lavorato con spirito di servizio per mantenere i servizi sanitari di questa Regione all’altezza di quelli che ho trovato quando sono stato chiamato a ricoprire questo ruolo”.

Intanto, anche l’Ordine dei Medici ha emesso una nota di commento: “Quest’ultima circostanza nulla aggiunge o toglie alla convinzione dei Commissari tutti d’aver agito secondo le regole previste dalle disposizioni legislative vigenti e nella piena consapevolezza che qualunque decisione, come qualunque azione – deontologica o giudiziale – possa e debba essere verificata nelle varie forme e nei vari gradi di giudizio ammessi dall’ordinamento. In tale convinzione quest’Ordine ha cercato di prestare la propria piena collaborazione istituzionale all’Autorità inquirente in ogni occasione in cui gli sono stati richiesti elementi conoscitivi e del pari in tale consapevolezza ci si attende che ogni dubbio – anche il più spiacevole – possa essere fugato con il concorso di tutte le citate Autorità investite dei casi e delle vicende prodottesi, continuando in ogni caso ad esercitare con serenità e convinzione quei compiti e quelle funzioni istituzionali conferite sia dal legislativo che dal deontologico, con alcuna presunzione di infallibilità”.

I FATTI

La vicenda risale al 2016 . La delibera, che ha portato alla radiazione dell’assessore Venturi, è quella adottata dalla Giunta regionale nell’aprile 2016 (delibera 11 aprile 2016, n. 508). All’indomani della sua adozione, la Regione spiegava così il provvedimento: “La Regione definisce gli indirizzi generali ai quali le linee guida dovranno ispirarsi. Tra questi, la necessaria coerenza con le migliori pratiche nazionali e internazionali, con un impegno forte sul versante della formazione del personale medico e infermieristico. Dal punto di vista operativo, sarà salvaguardata l’autonomia organizzativa per i dirigenti dei servizi di emergenza e dovranno essere definite procedure per l’intervento degli infermieri estremamente dettagliate, per evitare loro ogni valutazione discrezionale: ogni situazione che si presentasse complessa o con margini di incertezza, dovrà essere affidata alla valutazione di un medico. Del resto, una ricognizione nel campo delle azioni che vengono adottate nei casi di emergenza-urgenza – condotta lo scorso anno – ha dimostrato che già oggi nelle diverse Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna è operativo un insieme di procedure che vengono applicate dal personale infermieristico. Si va dallo screening pre-ricovero dei sintomi, per accelerare i tempi della diagnosi che poi farà il medico, alla somministrazione di farmaci salvavita in alcuni casi predefiniti, quali l’abuso di oppiacei o casi acuti di sofferenza cardiaca. Inoltre, gli infermieri possono già essere impiegati per manovre salvavita in emergenza, ad esempio in caso di arresto cardiaco. Anche la somministrazione di antidolorifici è già praticata, nei casi in cui la persona soccorsa abbia dolori forti, in modo tale da evitare danni secondari e migliorare la fase precedente il ricovero in ospedale. La decisione della Regione, in ultima analisi, è improntata alla necessità di fare chiarezza sul piano del ”chi fa, chi fa che cosa”, in un ambito naturalmente di estrema delicatezza. Con una consapevolezza: la professione degli infermieri è oggi molto cambiata. Gli infermieri non sono più figure professionali ausiliarie rispetto ai medici, ma professionisti dotati di autonomia, con proprie e specifiche competenze. E tutto questo deve essere valorizzato anche sulla scorta di altre esperienze in campo internazionale, che hanno dimostrato l’importanza dell’intervento dell’infermiere per aumentare le possibilità di vita dei pazienti”.

Ad ottobre 2018, la Regione prendeva già posizione contro l’avvio del provvedimento disciplinare dell’Ordine dei Medici contro l’assessore Venturi, il quale replicava : “Un fatto grave, perché in questo modo il presidente Pizza sembra ignorare che la delibera regionale è un atto collegiale: se si dice che essa costituisce una violazione deontologica, si censura l’operato della intera Giunta regionale. E questo non è tollerabile, perché trascina i medici rappresentati dal loro presidente in una contesa politica. Peraltro, con la minaccia di sanzioni disciplinari all’assessore regionale, dalla sospensione fino alla radiazione, che esercita pubbliche funzioni nell’interesse generale, che quindi si trova in una posizione costituzionalmente tutelata da ingerenze indebite”.

La Regione ribadiva lo spirito della delibera, chiarendo: La delibera assegna agli infermieri compiti applicativi e riserva ai medici tutte le funzioni decisorie. É un atto che ha carattere di indirizzo, e rimette ai professionisti della sanità tutti gli atti di indicazione dei presupposti di applicazione, delle procedure e metodi di applicazione. Prima che le decisioni diventassero operative, la Regione comunque ha attivato tavoli di lavoro e di consultazione, con la partecipazione dei rappresentanti del mondo delle professioni sanitarie. Un lavoro complesso, articolato e nei due anni trascorsi dalla data di adozione formale della delibera non sono stati proposti ricorsi né altri mezzi di contestazione alla delibera, che si è dunque consolidata divenendo inoppugnabile.

Dicembre 2018, la decisione dell’Ordine dei Medici di Bologna procedere alla radiazione dell’assessore Venturi in qualità di medico, confermando la contrarietà al provvedimento e l’azione disciplinare sul piano deontologico.

 

 

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked. *