4 Luglio 2017

Cartasogno: Marzia e l’arte della carta che prende forma

Cartasogno: Marzia e l’arte della carta che prende forma
Cartasogno: Marzia e l’arte della carta che prende forma
Cartasogno: Marzia e l’arte della carta che prende forma
Cartasogno: Marzia e l’arte della carta che prende forma
Cartasogno: Marzia e l’arte della carta che prende forma
Cartasogno: Marzia e l’arte della carta che prende forma
Cartasogno: Marzia e l’arte della carta che prende forma

GALLERY. STORIE DI COMMERCIO. In Borgo Giacomo Tommasini un negozio artigianale che produce solo oggetti fatti in carta. “Non un materiale povero, ma semplice e da rispettare”


Album fotografici, collane, lampade, bigliettini, decorazioni di ogni genere e molto altro ancora. La carta prende forma da Cartasogno. In Borgo Giacomo Tommasini, un negozio artigianale, dove la passione e la manualità di Marzia Ricchetti trasformano un foglio di carta in qualcosa di unico. Con una regola d’eccezione: rispettare l’ambiente.  “Per molti la carta è un materiale povero – spiega Marzia – per me è un materiale semplice, da non sprecare, da rispettare”.

Come nasce l’idea di creare un negozio dove si lavori esclusivamente la carta?
La carta è da sempre un materiale che mi affascina, un materiale con una bella storia e una bella cultura. Ho iniziato nel 2003 in modo amatoriale, non avevo un negozio ma  andavo in cerca di mercati di qualità, dove proporre degli oggetti particolari. Un po’ per necessità, un po’ per casualità, nel 2006 ho deciso di aprire una sede fissa. Inizialmente Cartasogno era in Borgo della Posta, poi si è spostato in Via Nazario Sauro, fino ad arrivare in Borgo Giacomo Tommasini.

E’ stato difficoltoso imparare questo tipo di arte?
Non eccessivamente. Ho imparato quasi tutto da autodidatta. In passato ho fatto un corso di cartonaggio, me sul momento l’ho lasciato nel cassetto. L’ho ripreso solo alcuni anni dopo, quando – alla ricerca di qualcosa di nuovo – ho deciso di diventare un’artigiana/commerciante. Ho molta manualità e questo  mi ha aiutato. Poi, non mi considero mai “arrivata”, credo di avere ancora tanto da imparare.

Da dove si parte prima di arrivare ad avere un vero e proprio oggetto fatto in carta?
Il primo passaggio è la ricerca della carta stessa. Quella che utilizzo per i miei lavori è solo carta artigianale e per lo più fatta con materiali di recupero. Per farne alcuni tipi si usano tecniche molto antiche, addirittura del tredicesimo secolo. Tecniche di lavorazione diverse ma sempre nel massimo rispetto dell’ambiente.

Quindi tutte carte fatte a mano. Qualche esempio?
La carta di gelso. E’ una carta thailandese, fatta dalla macerazione della corteccia del gelso raccolto a terra, così da non andare a toccare la pianta. Ne derivano fogli spessi, che mantengono la rigidità del legno. Oppure la carta di cotone, fatta con i cascami del cotone, che mantiene la flessibilità del cotone stesso. Questi vari tipi di carta, poi, possono essere lavorati in modo diverso. Alcuni vengono decorati, ad esempio, con gli spruzzi d’acqua, altri con stampi di legno, altri ancora con la cera.

Che tipo di rapporto c’è tra Cartasogno e i suoi clienti?
Un rapporto molto aperto, fatto di semplicità e collaborazione. Io dico sempre ai clienti che con la carta si può fare tutto. Lascio a loro la scelta della modalità di lavoro. Posso vendere loro il prodotto finito, ma se vogliono posso anche dargli la carta, e loro stessi faranno il resto; oppure fornire il semilavorato. Dipende dalle loro scelte e necessità. A volte anche il solo foglio di carta risulta interessante; per esempio, ho dei clienti pittori che richiedono solo il foglio per farne poi quello che preferiscono. Ed è bello avere clienti di varie età – solitamente dai 25 anni in su –  vedere che la carta può attrarre tutti.

Tanto lavoro ma anche tante soddisfazioni…
Tantissime. Ricevere i complimenti da parte dei clienti, vedere che dei vecchi clienti continuano a tornare, acquisirne di nuovi, sono tutte grandi soddisfazioni.

Le è mai stato richiesto un oggetto particolare?
Una volta una sposa mi ha richiesto una pochette. La ragazza si è trovata per caso a passare davanti al negozio e guardando la vetrina e osservando i vari oggetti (non c’era alcuna pochette) ha avuto quest’idea. Le ho detto subito di sì. Il giorno del matrimonio portava una pochette in carta.

 

 

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