6 Aprile 2016

Canone Rai in bolletta. Ecco cosa fare per chi non deve pagarlo

Canone Rai in bolletta. Ecco cosa fare per chi non deve pagarlo

Non hai il televisore? Hai una doppia casa? Entro il 10 maggio occorre mandare un’autocertificazione per non pagare ugualmente. Scarica il modulo


“Da quest’anno il canone sarà addebitato nella bolletta elettrica per un importo di 100 euro. Alla fine di marzo è stato approvato il modello con le relative istruzioni di dichiarazione sostitutiva per evitare il pagamento del canone nel caso in cui non si abbia in casa un apparecchio tv, visto che l’esenzione non è automatica, il modulo va utilizzato anche per segnalare che il canone per il nucleo familiare è già intestato a un soggetto diverso dall’intestatario della bolletta elettrica”, scrive la Cna sul proprio sito.

“Per evitare di pagare il canone 2016 se non si ha il televisore, si dovrà inviare la richiesta direttamente online entro il 10 maggio, oppure rivolgendosi ad un CAF. C’è tempo, invece, fino al 30 aprile nel caso in cui si inviasse per raccomandata. In questo caso il modulo va presentato, unitamente a una copia di un documento d’identità, al seguente indirizzo: Agenzia delle entrate, Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino.

È opportuno ricordare che le false dichiarazioni comportano sanzioni civili e penali.

Il modello deve essere presentato esclusivamente da i titolari di un’utenza per la fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale o l’erede se l’utenza è intestata transitoriamente a un soggetto deceduto.

Per l’invio telematico da parte del contribuente è disponibile una specifica applicazione web sul sito dell’Agenzia delle Entrate, alla quale si accede con le credenziali Fisconline o Entratel, vale a dire quelle del modello 730 precompilato. C’è poi l’opzione a pagamento della raccomandata oppure il contribuente può delegare un intermediario abilitato. Quest’ultimo deve consegnare al dichiarante una copia della ricevuta rilasciata dall’Agenzia, conservare l’originale della dichiarazione sostitutiva sottoscritta dal dichiarante, unitamente alla copia del documento di identità, e conservare la delega alla trasmissione.

CHI NON PAGA

L’invio della dichiarazione sostitutiva è consentito quando:

  • nessun componente della famiglia detiene apparecchi televisivi in nessuna delle abitazioni per le quali è titolare di utenza elettrica per uso domestico;
  • quando nessun componente della famiglia detiene, in nessuna delle abitazioni per le quali è titolare di utenza elettrica per uso domestico, un ulteriore apparecchio televisivo oltre quello per cui è stata presentata entro il 31 dicembre 2015 denuncia di cessazione,
  • quando il titolare di un’utenza di energia elettrica ritiene di non dover pagare il canone perché già versato da un altro componente della famiglia intestatario anch’esso di utenza elettrica, di cui si fornisce il codice fiscale come nel caso molto frequente della famiglia in cui uno dei coniugi ha sempre pagato il canone mentre all’altro è intestata la bolletta,
  • quando c’è necessità di variare una dichiarazione sostitutiva già presentata, perché i presupposti sono cambiati.

Non pagano neanche le seconde case, né gli studenti o lavoratori fuori sede che però hanno ancora la residenza presso i propri genitori o nel nucleo familiare principale.

Per quanto riguarda le case a disposizione il sito dell’Agenzia  delle Entrate a titolo esemplificativo, spiega che se un determinato soggetto, con nucleo familiare composto da 4 membri, risulta essere il titolare di un immobile in città, dove vi ha sia la propria residenza che quella dei rispettivi familiari, e di uno in campagna, l’imposta sulla tv dovrà pagarla soltanto tramite il contratto di energia elettrica collegato alla prima abitazione (casa in città), e non alla seconda (casa in campagna).

Grazie alle istruzioni comunicate dall’utente stesso al momento della sottoscrizione del contratto della luce circa la destinazione dell’abitazione (di residenza o no), la compagnia elettrica dovrebbe essere già in grado, in maniera autonoma, di prescrivere o meno quando addebitare il canone Rai”.

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