19 Maggio 2016

Campo da calcio nel parco, il Comune per ora va avanti

Campo da calcio nel parco, il Comune per ora va avanti
Campo da calcio nel parco, il Comune per ora va avanti
Campo da calcio nel parco, il Comune per ora va avanti
Campo da calcio nel parco, il Comune per ora va avanti
Campo da calcio nel parco, il Comune per ora va avanti
Campo da calcio nel parco, il Comune per ora va avanti
Campo da calcio nel parco, il Comune per ora va avanti
Campo da calcio nel parco, il Comune per ora va avanti
Campo da calcio nel parco, il Comune per ora va avanti

GALLERY. La fine dei lavori è prevista entro il 30 luglio. “Qualche giorno di riflessione, ma non esiste un’alternativa e si rischia di perdere i 200mila euro”. È andata in scena una riunione di finta democrazia partecipata


“Una mattina, come tutte le mattine sono uscito per fare fare una passeggiata al mio cane e mi sono trovato davanti a degli operai, che stavano abbattendo gli alberi e avevano recintato tutto. Così, da un giorno all’altro. Ci siamo incontrati ed eravamo tutti arrabbiati e abbiamo deciso di fare una raccolta firme per fermare tutto. Nessuno sapeva nulla”, Stefano è un residente che si aspetta che il Comune ascolti quello che vogliono i cittadini. E soprattutto che quel campo da calcio per bambini gestito dalla società Montebello, che andrà ad occupare circa un quarto del parco Laghi di via Jacobs, non si faccia più.

Ma questo non succederà, perché la situazione è stata gestita male, anzi di peggio forse non si sarebbe potuto fare. Questi sono i fatti: circa dieci anni fa il costruttore dell’area dove sorge l’Eurosia stanzia 200mila euro affinché la società sportiva Montebello desista dall’edificare un campo da calcio nella zona dove si intende attuare un’ampia e intensa operazione edilizia. Il luogo scelto è proprio all’interno del parco, e la condizione per non perdere tale finanziamento è che i lavori terminino entro l’aprile del 2017.

Dopo quattro anni di silenzio da parte del Comune e di attesa della Montebello, che ha necessità di trovare uno spazio per poter iscrivere circa 60 bambini rimasti esclusi, senza avvertire nessuno, si parte e si appaltano i lavori ad un’impresa costruttrice per un importo di 125mila euro. Lavori che iniziano rapidamente e dovranno terminare tra poco più di due mesi. Ed è a questo punto che i residenti vengono a sapere quello che sta accadendo. E insorgono.

Gli assessori Alinovi (Lavori Pubblici) e Marani (Sport), decidono allora di convocare un’assemblea (martedì 17 maggio), per spiegare il tutto ad un’ampia platea. Ed è proprio in quel momento che si chiarisce il malinteso: i giochi sono già fatti e ai cittadini non resta che prenderne atto. Ma tutto questo avviene in un incontro che sembra in molti momenti improvvisato, con inaspettate aperture che però non possono avere seguito e in cui si lascia solo che i cittadini pensino di poter ancora intervenire per bloccare il progetto. Per poi immediatamente deluderli elencano problematiche tecniche ed economiche, probabilmente anche penali, che renderebbero impossibile fare ora una retromarcia.

Gli amministratori a questo punto cercano di minimizzare l’impatto della struttura, che sarà comunque recintata. “Non costruiremo i servizi igienici e neppure gli spogliatoi, ci sarà il campo e solo…. quattro piloni di 12 metri in cement0 (a dire il vero sei, un imbarazzato Alinovi corregge l’imprecisione di Marani )”. Insomma va in scena una riunione di finta democrazia partecipata, davanti ad un progetto già appaltato e in dirittura d’arrivo. Tutte le volte che la situazione sembra precipitare, Alinovi elenca le gravi conseguenze che comporterebbe fermare il progetto. Finge di valutare se esiste un’altra area disponibile puntando il laser su una gigante mappa di google proiettata sul muro, poi scuote la testa, spiega chiaramente che è più che probabile che si possa andare incontro ad una richiesta di risarcimento da parte dell’impresa che si è già aggiudicata l’appalto e che si perderebbero i 200mila euro di finanziamento.

La società Montebello cade nella disperazione. Inizia una guerra tra residenti e l’associazione sportiva, e un caos anarchico, ormai non più gestito da chi ha convocato la riunione, accompagna la serata verso la fine, dopo parecchie ore di discussione.

Ormai il clima è surreale e surriscaldato: alcuni fanno notare che il futuro campo da calcio nel parco non è facilmente accessibile, se non dopo una discreta passeggiata a piedi in uno stradello pedonale ed è impensabile, soprattutto in inverno, che bambini così piccoli si muovano prima e dopo aver giocato al freddo vestiti con le braghette e senza un riparo. Altri iniziano a chiedersi perché si trovano lì. Alla fine gli amministratori concedono alcuni giorni per fare una pausa di riflessione. Ma la fine è nota.

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