30 Marzo 2017

Bullismo: nel 2016 a Parma 46 casi. Violenze sia fisiche sia online

Bullismo: nel 2016 a Parma 46 casi. Violenze sia fisiche sia online

I numeri sono stati illustrati nel corso di un seminario svoltosi all’Università dal’Ispettrice Debora Veluti, che dirige il Nucleo Antiviolenza e Tutela minori della Municipale di Parma


Nell’ambito della serie di “incontri di diritti umani e web society”, nella giornata di mercoledì all’Università di Parma si è tenuta una lezione aperta per “Conoscere e affrontare il cyberbullismo: da fenomeno sociale a sfida politica ed educativa di sistema”. Un fenomeno, purtroppo molto diffuso sia nella nostra città ma anche a livello nazionale e che, con l’avvento dei social e delle piattaforme multimediale sta prendendo sempre più spazio e nuove forme anche online.

All’incontro, in veste di relatori hanno partecipato Fausto Pagnotta, coordinatore della serie d’incontri promossi dall’ateneo parmense nella facoltà di Giurisprudenza e Debora Veluti, direttrice del Nucleo Antiviolenza e Tutela minori della Polizia Municipale di Parma. Nel corso della conferenza, l’ispettrice ha fornito alcuni numeri, sottolineando il fatto che nell’anno appena trascorso sono stati 46 i fenomeni di bullismo che si sono verificati nella nostra città in modi diversi e su vittime diverse. Non solo tra ragazzini, ma violenze anche ai danni di adulti, che si sono verificate attraverso prese in giro e attacchi fisici, ma anche sul web. Proprio sul web gli attacchi sono più cattivi, ma anche più “semplici”, infatti i protagonisti possono permettersi di nascondersi dietro un monitor e una tastiera, senza svelare, in qualche caso, la loro identità. Ma anche, spesso, senza intendere quello che realmente si provoca nelle vittime.

Come affermato durante l’incontro, è importante prevenire questo tipo di attacchi, partendo dalla famiglia, dall’educazione, dalla scuola, e dalla consapevolezza dei danni che si possono arrecare a chi è oggetto di tali violenza. Violenze durature, evidentemente chi ne è protagonista non si rende conto che questi fatti possono segnare vite intere e lasciare danni incancellabili nelle teste delle vittime di queste violenze ingiustificate.

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