19 Gennaio 2016

Bryan, il mistero della morfologica mancante continua

Bryan, il mistero della morfologica mancante continua

Il ginecologo che ha seguito la coppia dichiara di aver eseguito l’ecografia e che è stata memorizzata nel suo ecografo. Ma si scopre che era già stato condannato


L’avvocato Gamberoni non ha dubbi, 5 sono le ecografie cui è stata sottoposta la sua assistita e tra queste non è presente la morfologica, l’esame che permetterebbe di riscontrare le malformazioni del feto e che di norma è eseguito tra la ventesima e la ventitreesima settimana.

Il ginecologo che ha seguito privatamente la mamma di Bryan per i primi 6 mesi di gestazione ha invece dichiarato di aver eseguito l’esame e che il suo ecografo lo ha memorizzato, i dati sarebbero ora in possesso del suo avvocato. Il medico ha inoltre precisato che i genitori non hanno il dischetto perchè non sono mai passati a ritirarlo.

Su questo punto l’avvocato dell famiglia attacca. Il 9 settembre i genitori del piccolo hanno incontrato per l’ultima volta il medico, che avrebbe consegnato loro solo una documentazione sintetica che comprendeva  visite ed ecografie ostetriche ma non la morfologica.

Ma la famiglia di Bryan non punta il dito solo contro il ginecologo privato. La signora, infatti, cui lo specialista aveva diagnosticato un diabete gestionale, dopo il 9 settembre si era rivolta alla Casa della Salute dell’Ausl e l’avvocato Gamberoni rende noto che in precendenza, intorno alla 18esima settimana, la donna si era rivolta anche al Pronto soccorso del Maggiore per delle perdite, ma nonostante la diagnosi di diabete gestionale nessuno, anche in ospedale, le avrebbe consigliato di eseguire una ecografia morfologica.

Le strutture pubbliche hanno già inviato alla famiglia una relazione di quanto accaduto, ora resta da chiarire quale sarà la via giudiziaria che prenderà il caso. Due le possibilità: un accordo stragiudiziale per evitare una causa civile, perchè un risarcimento civile potrebbe risulatare di difficile attuazione, dato che il nostro ordinamento non prevede il “diritto alla non vita” in caso non si nasca sani, oppore l’apertura di un fonte penale, ma al momanto la famiglia non ha sporto denuncia e nessun fascicolo è stato aperto.

Tra l’altro, si apprende che il ginecologo è stato già condannato nel 2013 dal Tribunale di Parma per il caso di un’altra bambina, nata con gravi problemi e deceduta quattro anni dopo.

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