10 ottobre 2015

Botte e coltelli dentro la “casa” dell’Università

Botte e coltelli dentro la “casa” dell’Università

Nella residenza Sant’Ilario di borgo Bosazza, costruita per servire ad Erasmus e  Collegio europeo, ma occupata e destinata temporaneamente ad altro uso dal Rettore, si litiga per una porta rotta. Fuori i coltelli. In quattro al pronto soccorso


Nella residenza Sant’Ilario di borgo Bosazza, scoppia una rissa, improvvisamente e per motivi futili. Forse solo per l’esaperazione di situazioni che non dovrebbero esserci. E così scoppia una lite che potrebbe finire in tragedia, ma di conclude fortunatamente con quattro persone portate al pronto soccorso. Tre giovani dei movimenti autonomi e un occupante delle nove famiglie che si sono rifugiate qui dall’aprile scorso, perché rimaste senza casa. La più grave, con una frattura al dito, una ragazza della “Rete diritti Casa”.

La residenza Sant’Ilario dovrebbe essere una foresteria e studentato per docenti, per studenti stranieri ed Erasmus e del Collegio europeo, ma il Rettore Borghi ha chiesto al Cda di ritirarne provvisoriamente questa destinazione per garantire la presenza dei senzatetto.

Adesso, dopo l’allontanamento di due famiglie individuate come responsabili da parte dell’assessore ai Servizi sociali Laura Rossi, composte da sei stranieri e un italiano. Ci sono anche dei bambini. Se pur non normate, “anche le occupazioni hanno delle regole di convivenza, che non contemplano la violenza”, ha prontamente affermato Katia Torri della Rete Diritti in casa

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