24 giugno 2016

BARILLA, LA PASTA GAY FRIENDLY

BARILLA, LA PASTA GAY FRIENDLY

Da un errore a un’occasione. Tutto parte dalla gaffe di Guido Barilla


Un errore trasformato in occasione. Ricordate quando Guido Barilla disse, in un’intervista, che non avrebbe mai fatto uno sport del Mulino Bianco con una famiglia gay? Ecco, quello è stato l’inizio di un crollo d’immagine, di un penalizzante errore che, però, con grande professionalità si è trasformato in un’occasione travolgente.

Lo racconta il libro di Gianluca Comin, “L’impresa oltre la crisi”, edito da Marsilio. Dopo quella gaffe – chiamiamola così – la rete si è scatenata: sui social si sono susseguite immagini della Barilla con scritte denigratorie, sulle confezioni dei prodotti del gruppo emiliano alcuni attivisti hanno attaccato dei bollini con su scritto “prodotto omofobo”, l’Università di Harvard ha addirittura rimosso Barilla dalla sua mensa. Un disastro. Tutto per un errore di comunicazione o, comunque, per aver espresso, troppo impulsivamente, un pensiero. E come ha rimediato Barilla? Prima scrivendo una nota di scuse, poi pubblicando un video di un Guido Barilla ancora troppo imbarazzato e in ultimo ricostruendo il rapporto con dipendenti e consumatori. Incontri faccia a faccia con i dipendenti e con i responsabili italiani e stranieri delle associazioni Lgbt per fornire le proprie spiegazioni.

Così, Barilla ha sottolineato la volontà di mettere in prima linea i temi della diversità e dell’inclusione sociale: viene lanciato il Diversity&Inclusion Board.  “In Barilla il nostro percorso verso la diversità e inclusione inizia con il riconoscere che il supportare diversità e inclusione è la cosa giusta da fare ed è anche la cosa giusta per il business”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati. *

*Svolgi l'operazione * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.