24 Novembre 2015

Bando Serre petitot ed ex-Theatro del Vicolo: tutto tace

Bando Serre petitot ed ex-Theatro del Vicolo: tutto tace

È impossibile avere informazioni, solo voci secondo le quali chi si era aggiudicato provvisoriamente il bando avrebbe rinunciato e si cerca di recuperare gli esclusi


La gara per aggiudicare la gestione delle Ex Serre Petitot e del Teatro di Vicolo Asdente all’interno del Parco Ducale era stata indetta dopo un lungo periodo di attesa a luglio scorso, dopo di che è calato il silenzio totale. Inoltre è pendente un’interpellanza del consigliere di Parma Unita Roberto Ghiretti, presentata ormai due mesi fa, lo scorso 28 settembre, che ad oggi non è ancora stata discussa.

La gestione del bando compete a Parma Infrastture, che lo ha indetto per conto del Comune di Parma: ma sia dagli uni che dagli altri non è possibile avere informazioni sull’esito o su quello che sta accadendo. Anzi si rimpallano vicendevolmente la responsabilità su chi deve informare la città su quanto sta succedendo.

Non è possibile neppure sapere se esista un termine entro il quale va chiusa la procedura, ormai aperta da quasi sei mesi, ogni procedimento ha regole differenti, ci informano da Parma Infrastrutture, l’unica cosa certa è che non si possono modificare le condizioni del bando. E sembra che siano proprio queste ad aver mandato in crisi chi si era aggiudicato la gestione del luogo in via provvisoria e adesso, sembrerebbe che si stia cercando di capire se sia possibile “ripescare” i secondi arrivati, ed anche unici ulteriori partecipanti.

Sull’impostazione del bando si è espressa anche l’Università, criticandolo duramente per voce del professor Luigi Allegri. Anche l’ex direttore del Theatro del Vicolo Egidio Tibaldi, si tratta di una procedura che si è arenata “a causa delle clausole di ristrutturazione troppo onerose a carico del soggetto aggiudicatario e il potenziale vincitore potrebbe volersi ritirare se le condizioni rimanessero tali”.

Quello che lascia perplessi è la scarsa comunicazione sull’esito di un bando che, una volta affidato, avrebbe dovuto riaprire alla città due luoghi entro il termine tassativo di sei mesi,a dimostrazione dell’urgenza di riaprire luoghi chiusi ormai da tre anni.

Questo protrarsi del silenzio, nonostante le speranza dell’Assessore Ferraris  però non lascia presagire su una definizione positiva della gare e potrebbe essere necessario rimetter mano ad un nuovo bando, con un prolungamento dei tempi anche oltre il 2016. Per ora ci accontenteremmo di una cortese risposta.

 

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