16 Settembre 2016

Da Avoprorit 30.000 euro per sostenere la ricerca

Da Avoprorit 30.000 euro per sostenere la ricerca

Dall’Associazione un importante contributo per sviluppare le tecniche radioterapiche nel trattamento delle neoplasie toraciche


Arriva dall’Associazione Avoprorit un importante contributo a sostegno dell’attività di cura e di ricerca  dell’unità operativa di Radioterapia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.

La generosità dell’Associazione va a favore di una ricerca biennale per sviluppare  le tecniche radioterapiche, nel trattamento delle neoplasie toraciche, con l’obiettivo di rendere le terapie sempre più efficaci e ridurre gli effetti collaterali. Il progetto, sostenuto da Avoprorit con un contributo di 30.000 euro e dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria sempre con 30.000 euro, ha infatti previsto, dopo la selezione avvenuta a luglio, l’attivazione di un contratto che vedrà impegnata la dottoressa  Ilaria Moschini.

“Per noi – spiega d’Abbiero – questa è una donazione di valore. Siamo molto grati a Avoprorit che ha creduto alla nostra proposta, non solo per il valore scientifico ma per il modello di reale integrazione terapeutica”.  Soddisfazione è stata espressa da Ivana Delmonte, presidente di Avoprorit: “grazie all’aiuto di tutti i volontari – dichiara Delmonte – abbiamo potuto mettere a disposizione dell’Ospedale cittadino un contributo importante a sostegno della ricerca”

Ringraziamenti all’Associazione per aver saputo valorizzare le richieste che vengono dai professionisti del Maggiore, arrivano da Massimo Fabi, direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, presente all’iniziativa insieme al direttore del dipartimento Diagnostico Girolamo Crisi e a Marcello Tiseo, coordinatore del Percorso diagnostico terapeutico assistenziale di oncologia toracica. Infatti, per approfondire la ricerca nei trattamenti combinati tra radioterapia e farmaci a bersaglio molecolare risulta fondamentale la collaborazione tra i reparti. I nuovi casi di neoplasie polmonari che si registrano nella provincia di Parma sono circa 300 e ogni anno è sempre più necessario integrare farmaci innovativi e trattamenti radioterapici con tecniche complesse per migliorare la sopravvivenza e la qualità della vita  del paziente.

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