30 Gennaio 2016

Asili. Pizzarotti, certo che farsi bacchettare da Vignali….

Asili. Pizzarotti, certo che farsi bacchettare da Vignali….

Basterebbe poco, al Comune di Parma, per ammettere i propri sbagli sulla scelta di eliminare il “Quoziente Parma”. Fu un errore: tariffe troppo alte, risultati non raggiunti. “Per fare un bambino ci vuole un asilo”: “Dopo un anno, sul bando piccolissimi hanno fatto proprie le nostre proposte”


Lungo comunicato dell’ex-sindaco Vignali in occasione del Family day, in una parte del quale ricorda il suo impegno e attenzione per le famiglie, con l’approvazione del “Quoziente Parma”, approvato all’unanimità dal Consiglio di Parma, ma cancellato dall’amministrazione del M5S, nonostante il commissario Ciclosi si fosse raccomandato di non toccare i welfare e relativi costi.

“Nel 2009 viene messo a punto il Quoziente Parma, approvato all’unanimità dal Consiglio comunale e condiviso con le forze politiche e sociali della città: un coefficiente correttivo dell’Isee – il primo introdotto in Italia – con lo scopo di rimodulare le tariffe comunali, e dunque l’accesso ai servizi dell’Amministrazione (nidi, scuole dell’infanzia, servizi per gli anziani…), in modo da renderle più eque per le famiglie. Attribuisce maggior peso ai carichi familiari, con particolare riferimento al numero dei figli, alla condizione lavorativa dei genitori, alla presenza di anziani, di persone con disabilità, di figli in affido, alla condizione di monogenitorialità”.

Sarebbe bello se l’ultimo anno di amministrazione non fosse caratterizzato solo da opere edilizie, ma anche da un concreto aiuto alle famiglie, riducendo i costi di rette e servizi. Su alcune questioni l’assessore Paci ha già fatto una parziale marcia indietro, come afferma il comitato “Per Fare un Bambino ci vuole un Asilo: “È stato introdotto il bando per i piccolissimi come è già così da tempo a Reggio Emilia (possibilità di far domanda per i nati dal 1 maggio al 30 giugno) ed è stato reintrodotto l’orario ridotto (8.30-13.30) al nido, per offrire maggiore flessibilità alle richieste delle famiglie e pubblicazione graduatorie ad inizio maggio e non meta’ giugno (così da poter organizzare con maggiore semplicità l’inserimento scolastico di settembre). Dopo un anno di impegno sul tema asili e scuole d’infanzia, lasciateci rallegrare: quasi tutte le proposte che avevamo portato all’amministrazione sono state messe in atto”.

Nessuna novità, invece, per quanto riguarda le tariffe. E così ecco il paradosso di vedere Vignali che si insinua tra le pieghe di una politica sbagliata, di cui si rischia di pagare le conseguenze in futuro. Lo sottolinea ancora una volta il Comitato “Per fare un bambino ci vuole un asilo”: “Mandare i figli all’asilo nido, oltre ad essere una opportunità di socializzazione, è un investimento per il futuro dei vostri piccoli, lo dicono tanti studi”. E il quoziente Parma aveva propro quest’obiettivo. Oltre ad essere stato votato con quell’unanimità che piace tanto al sindaco Pizzarotti.