20 Giugno 2015

Asili. Il Comitato “sfiducia” la Paci. Lei: tutto bene

Asili. Il Comitato “sfiducia” la Paci. Lei: tutto bene

E’ polemica sui tempi della comunicazione della chiusura della materna “Zanguidi” e del nido “Zucchero filato” fino a gennaio e avvenuta a graduatorie chiuse


La vicesindaco Paci sapeva prima di aprire il bando per le graduatorie che la materna statale “Zanguidi” e del nido comunale “Zucchero Filato” sarebbero stati oggetto di lavori di ristrutturazione almeno fino a gennaio 2016, oppure no? E’ questo l’oggetto del nuovo scontro tra il “Comitato per fare un bambino ci vuole un asilo” (quello che Pizzarotti in aprile ha elevato a interlocutore politico).

“Solo alla fine del mese di aprile abbiamo avuto conferma che i lavori si sarebbero resi necessari per garantire la sicurezza antisismica dell’edificio. Non si poteva quindi prevedere un intervento in tempi diversi da quelli ora stabiliti, che fissano alla fine dell’anno la data di ultimazione del cantiere”, precisa la Paci in parte smentendo l’Assessore Alinovi che ha parlato durante la prima riunione dell’11 giugno con i genitori di due anni di tempo e di una scelta politica sulle tempistiche.

La Paci poi si sofferma sulle soluzioni che l’Amministrazione ha adottato per rendere meno critico il trasloco forzato: “Per la materna abbiamo individuato soluzioni in plessi non lontani dove trasferire i bambini, per i nuovi iscritti abbiamo anche previsto la possibilità di posticipare l’inserimento all’asilo nido nel mese di gennaio 2016, consentendo loro di evitare disagi legati allo spostamento temporaneo e di non pagare la retta per i mesi di attesa. Infine, per la materna stiamo valutando la possibilità di istituire un bus per il trasporto dei bambini nelle nuove strutture da settembre a dicembre”.

Caso chiuso dunque? Tutt’altro: “La Vicesindaco Paci mente sapendo di mentire. Di fronte ad affermazioni del genere non c’entrano più i discorsi degli ultimi mesi: la progettualità, le modalità di riorganizzazione del servizio, le rette, ecc. E ovviamente non bisogna nemmeno mettersi a discutere della sicurezza dei bambini e della continuità educativa: è ovvio che vadano privilegiate. Qui bisogna dissolvere il fumo e interrogarsi prima di tutto sui fondamentali: la competenza, la lealtà e la trasparenza dell’amministratore nel rapporto coi cittadini. Prima ancora di entrare nel merito delle scelte che compie è la replica di fuoco e che porta dal politico al personale il rapporto tra il Comitato e la Paci. “Per fare un bambino ci vuole un asilo elenca poi dettagliatamente cosa a suo parer non va nelle parole della vicesindaco:

“Solo alla fine del mese di aprile abbiamo avuto conferma”

Innanzitutto, l’ammissione tra le righe sui tempi dell’operazione. A fine aprile la “conferma” di un intervento già in programma da mesi: forse, stando alle dichiarazioni rese ad alcuni genitori, addirittura da gennaio, prima che venisse pubblicato il bando. In tutti questi mesi la dott.ssa Paci, invece di rendere partecipi le famiglie all’eventualità di una chiusura temporanea del plesso, ha colpevolmente taciuto. Perché?

“Con i genitori confronto aperto da tempo”
La lettera di convocazione è arrivata ai genitori solo il 9 giugno per l’11, a posti assegnati e trasferimenti di fatto chiusi, vista l’assenza di posti vacanti. All’incontro dell’11 giugno i genitori hanno assistito al solito teatrino: la dott.ssa Paci che attacca parlando di un’”ipotesi”, per poi svelare una decisione unilaterale già presa in silenzio dall’Amministrazione e non negoziabile. Un’informativa, non certo un “confronto”. E poi, “aperto da tempo”? L’11 giugno risale esattamente a sette giorni prima di queste dichiarazioni. E poi, si badi bene, stiamo parlando solo dei bambini già inseriti. Perché le famiglie dei nuovi iscritti, dal momento che evidentemente la dott.ssa Paci le considera degli oggetti misteriosi blindati verso l’esterno, sono state “già” convocate per “giovedì prossimo 25 giugno”. Ben cinque giorni prima dell’inizio dei lavori. Perché?

“Soluzioni in plessi non lontani”
Gli spostamenti non riguardano solo “una sezione in via Cuneo”. Riportiamo l’elenco completo delle dislocazioni:
– “Brucoverde” (via Cuneo)
– “Fiocco di neve” (via Pini)
– “Bolle di sapone” (via Olivieri)
– “Acquerello” (stradello San Girolamo)

Google Maps le calcola tutte a 10 minuti circa di distanza da via Torrente Pessola, in auto e in assenza di traffico. Il che nei fatti, calcolando l’ora di punta e l’andata-ritorno, significa almeno mezz’ora in più. Come si permette la dott.ssa Paci di etichettarlo come un “piccolo disagio” senza aver sentito prima il parere dei diretti interessati?

Le famiglie, se fossero state informate a tempo debito dell’ipotesi di un intervento dalla durata inevitabilmente incerta (la Racagni insegna), avrebbero potuto richiedere ad esempio il trasferimento in strutture più vicine, come il “Palloncino Blu” o il “Cappuccetto Rosso”; oppure modificare i propri criteri di scelta privilegiando altre strutture più vicine, ad esempio, al luogo di lavoro. In ogni caso, esercitare il diritto di potersi organizzare liberamente, e non essere costretti ad almeno mezz’ora di strada in più in un orario di punta o “arrangiarsi” per qualche mese in attesa che la struttura riapra.

Più che di un bus navetta (che tanto nessuno userà) o della sospensione delle rette senza perdita del posto per i nuovi iscritti che vogliano posticipare l’inserimento al termine dei lavori (vorremmo ben vedere!), le famiglie del nido “Zucchero Filato” ora pretendono che il Comune si impegni e le coinvolga nell’individuazione di spazi alternativi in cui ospitare le attività durante i lavori che siano più idonei alle proprie esigenze.

Insomma, le possibilità c’erano per arrivare a una soluzione maggiormente condivisa, o per meglio dire “partecipata”, per toccare un’altra delega in capo proprio alla dott.ssa Paci su cui, evidentemente, predica bene e razzola male. E invece ci ritroviamo a commentare l’ennesimo scivolone che incentiva le famiglie a fuggire dai servizi educativi comunali. Ma siamo sicuri che sia proprio uno scivolone, e non invece un giochino?”

 

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