16 Marzo 2016

Asili: “Calo di iscrizioni alle Materne? Sarà vero o errore della Paci?”

Asili: “Calo di iscrizioni alle Materne? Sarà vero o errore della Paci?”

Per Fare un bambino ci vuole un Asilo: “Ma non sarà perché allo 06 sperimentale 100 bambini quest’anno non devono fare domanda dato che il passaggio nido-materne è automatico?”. Ecco i dati ufficiali sulle nascite


L’Assessore Paci, sempre senza fornire ancora dati ufficiali, dichiara che le domande di iscrizione all’asilo nido sono aumentate, mentre calano di 33 quelle delle Materne. Un dato curioso, che si sta provando ad analizzare, sempre sulla base di notizie stampa e non documenti ufficiali. Il primo sassolino lo lancia il Comitato “Per fare un bambino ci vuole un asilo”, ma può essere un sasso che fa male, perché, a loro parere, questa incongruenza di un aumento nei nidi e un calo di iscrizioni nelle materne è difficilmente spiegabile e potrebbe invece essere il risultato di un tragico e fantozziano errore della Paci, la quale ha anche spiegato che le cause sono la diminuzione delle nascite.

L’errore potrebbe essere determinato dal fatto che esistono 100 potenziali iscrizioni alle materne che da quest’anno non hanno necessità di essere supportata da una domanda ufficiale. Questo perché il nuovo regolamento del Comune prevede che per le sezioni sperimentali 06, (quelle dove non esiste differenza tra nido e materna e i bimbi sono tutti insieme in un percorso che dura 5 anni), data la continuità scolastica, chi vuole proseguire dopo i primi due anni, non deve ripresentare domanda di nuova iscrizione.  E il dubbio è proprio che tutti quelli che hanno rinnovato “tacitamente” siano sfuggiti alle prime rilevazioni dell’assessore, che ha contato solo le nuove domande d’iscrizione alle materne per chi è uscito dal nido. Ma, questo, lo scopriremo presto.

Secondo i dato presentati dalla Provincia di Parma qualche giorno fa, sembra proprio che il calo del numero di residenti (conta quello, non le nascite) dell’intera provincia di Parma in età per frequentare il Nido o le materne, sia piuttosto ridotto. Basti pensare che su tutto il territorio provinciale ( e non il Comune di Parma) i bambini residenti in fascia 0-2 sono calati di 141 (11.453 nel 2106, contro gli 11.594 del 2015), mentre quelli 3-5 sono calati di 307 (12.253 nel 2016, erano 12.253 nel 2015).

Ecco l’intervento del Comitato “Per fare un bambino ci vuole un asilo”, che ribadisce anche che “la retta massima alle scuole d’infanzia comunali è 291,2 euro, non 280, come dichiarato dalla Paci, 112 euro all’anno in più”:

“Siamo in attesa di dati ufficiali pubblicati dal Comune di Parma ma nel frattempo, stando a quanto affermato dal vicesindaco, le iscrizioni ai nidi comunali registrano un +5.5% di domanda, a fronte di un trend regionale negativo (solo poche settimane fa avevamo letto le parole di una preoccupata assessore regionale Gualmini a riguardo).

Come si giustifica una inversione di rotta del genere? Secondo noi l’aumentata disponibilità di tempo (28 giorni per presentare la domanda) e di servizio (orario ridotto, bando piccolissimi) ha aiutato le famiglie in tale direzione: ci fa piacere constatare che le nostre proposte sono servite. Facciamo piu’ fatica a capire dove sia il nesso che lega il servizio sperimentale 06 all’aumento della domanda, mentre chiaramente la rivoluzione delle 16 preferenze per i plessi scolastici (ampiamente venduta, lo scorso anno, come una grande opportunita’) si è rivelata per quello che era, un atto formale inutile e dannoso per gli uffici comunali (costretti ad inseguire genitori fino al fondo delle liste di preferenze).

Restiamo in dubbio sui numeri della scuola d’infanzia, ove secondo la Paci si ravvede un leggero calo; posto che non capiamo il nesso logico che imputa al calo della natalità un calo di 33 domande (a meno che il famigerato calo delle natalità sia la causa di tutti i mali) alla materna, ma non un aumento al nido, veniamo colti da un tremendo dubbio: la Paci sa che nelle classi sperimentali il passaggio dal nido alla materna avviene senza presentare domanda?

Noi lo abbiamo scoperto grazie al racconto di alcuni genitori, che addirittura chiedevano conferma a noi relativamente alla nuova procedura introdotta per l’anno scolastico 2016/17. Quello che vediamo, ed avevamo visto, è una contrazione di circa 100 posti disponibili per le scuole materne rispetto lo scorso anno, che guarda caso si riscontrano quasi tutti in una ridotta disponibilità posti nelle scuole materne sperimentali (da 116 posti del 2015 a 36 posti per il 2016). Quindi, il sospetto che rimane è che il numero minore di domande sia imputabile ad un mero errore di logica, e non di calo della domanda.

Cogliamo l’occasione per rettificare, inoltre, un’altra affermazione del vicesindaco: la retta Massima alle scuole d’infanzia comunali è 291,2 euro, non 280, dato che ogni cittadino italiano, a norma di legge, è tenuto a pagare l’IVA del 4% sul servizio scolastico: si parla di 112 euro all’anno, mica poco per le famiglie parmigiane.

Restiamo in attesa di vedere i dati ufficiali del Comune, magari accompagnati da una analisi attenta che motivi una inversione di tendenza che, pochi mesi fa, per stessa ammissione della amministrazione sembrava inesorabile ed irrecuperabile”

Comitato “Per fare un bambino ci vuole un Asilo”

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