5 Novembre 2015

M5S attacca Ascom. Ma sul commercio perde consensi

M5S attacca Ascom. Ma sul commercio perde consensi

Ascom: “Fino a 5 anni Parma è stata una città che faceva invidia. Oggi cento negozi chiusi e dati turismo da leggere diversamente.@FedePizzarotti”. E il presidente del Consiglio Comunale Vagnozzi la insulta su facebook


I toni sono pesanti e hanno come protagonista il presidente del consiglio comunale Marco Vagnozzi che, senza essere stato direttamente chiamato in causa, abbandona il ruolo super-partes istituzionale per gettarsi nella polemica politica con un duro attacco ad Ascom considerandola “Imbarazzante rappresentante del forse più grave malessere di Parma, quel sistema se non colluso certo autoreferenziale e connivente con clientelismi, interessi particolari e uso strumentale della politica, bassamente intesa”.

L’associazione di categoria, per parte sua aveva voluto aggiungere un suo commento, nell’ambito del commercio e del turismo, alle affermazioni di Pizzarotti oggetto già di molte polemiche da tante parti della città, quando ieri si era scagliato contro “15 anni di danni del passato”, elogiandosi per il lavoro fatto fino ad adesso. E così quel cinguettio “Fino a 5 anni fa è stata una città che faceva invidia. Oggi cento negozi chiusi e dati turismo da leggere diversamente.@FedePizzarotti”, ha provocato un malessere che fino ad oggi era strisciante, ma rimasto sopito nei confronti di Ascom da parte del M5S, che ora addirittura arriva a chiedere un cambio di governance, come se fosse un ente pubblico, da parte dell’associazione di commercianti.

“A Parma è cambiata l’Amministrazione, il Prefetto, il Procuratore (e tra un po’ il Presidente del tribunale), il Rettore, Il Comandante della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, il Presidente della Fondazione Cariparma e potrei continuare. Chi non è cambiato? Provate ad indovinare? Direi che un’associazione di categoria che esce a mezzo stampa e social network con una dichiarazione del genere si descrive da sola. Resta da chiedersi poi che cosa la medesima associazione abbia messo in campo oggi e negli anni precedenti e di come non possa sentirsi responsabile di una città a misura di centro commerciale (direi con una delle più alte concentrazioni in Italia) visto che il direttore oggi scandalizzato è nella buona tradizione italiana al suo posto da decenni”, continua Vagnozzi sempre più politico in queste ultime settimane, in cui lo abbiamo visto intervenire anche direttamente in consiglio comunale.

In realtà Ascom da tempo denuncia la difficoltà in cui versa la nostra città, il centro cittadino, con gravi problemi di degrado e sicurezza, affermando di non capire le politiche di promozione del turismo. E  la stessa Regione ha deciso di istituire un osservatorio per evitare che le singole città facciano dichiarazioni su dati spesso interpretati strumentalmente e poco efficaci.

Su facebook il pensiero di Ascom poi sintetizzato del tweet: “Chi ha cambiato il volto di Parma, con pregi e difetti, è stato il sindaco Elvio Ubaldi. Parma fino a 5 anni fa è stata una città che faceva invidia. Per quanto riguarda il commercio cento negozi chiusi sono un numero che si commenta da sé e per il turismo le cifre fornite dal Comune potrebbero essere lette diversamente. Inoltre, se incremento c’è stato, è in linea con quanto accade in tutte le città d’arte: il leggero aumento è legato alla crisi e al fatto che la gente, per motivi economici, resta in Italia”.

Anche Pizzarotti interviene, attaccando: “@AscomParma per questo fatevi un’analisi di coscienza. Vostro modello errato e nessuna visione. Per i turisti basta fare un giro in centro”. Vagnozzi chiude poi la sua battaglia social spiegando che per Ascom “L’attuale amministrazione è il nemico da abbattere e su questo nulla da eccepire. Fossi in loro senza contenuti né più credibilità cercherei di frantumare lo specchio che rende visibile tutto questo. Ma fortunatamente non lo sono. E non lo siamo. Parma non ha mai avuto un lavoro così seriamente impostato sulla promozione turistica della città. E i risultati lo dimostrano e dimostreranno”.

Al di là delle valutazioni sulle politiche culturali e turistiche, che saranno i cittadini a fare, rimane comunque il fatto che era nel programma del movimento grillino il disconoscimento delle figure intermedie come le associazioni di categoria e le azioni attuate sono spesso andate sempre e sistematicamente in questa direzione. In questi anni l’amministrazione ha cercato di creare relazioni dirette, soprattutto con i commercianti, tentativi però che oggi sembrano aver prodotto un isolamento, più che aver costruito forme alternative di rappresentanza che non si sono sviluppate. Lo stesso affossamento dei Centri Commerciali Naturali di Parma, pur essendo uno dei punti predominanti del programma elettorale di Pizzarotti, è stato voluto per allontanare le associazioni di categoria da azioni attive sul centro storico decise sempre più in autonomia dall’Assessore Casa.

Non sorprenderebbe quindi se questa amministrazione fosse considerata un interlocutore difficile per creare quel sistema indispensabile per creare un nuovo rilancio della città.

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