24 Novembre 2017

Ascom: Aumenta il turismo. Il consumatore? È sempre più “infedele”

Ascom: Aumenta il turismo. Il consumatore? È sempre più “infedele”

A Parma oltre 100 vetrine vuote in centro storico. Cambia il modo di fare gli acquisti: aumentano i consumi fuori casa


Il Labirinto della Masone di Fontevivo ha ospitato la prima Convention Provinciale Ascom che rappresenta l’evento di chiusura del Roadshow del Terziario, un incontro in cui si è discusso, alla presenza di Autorità e Istituzioni, della situazione attuale e delle proposte per il futuro del commercio, turismo e dei servizi. Tra gli intervenuti il presidente Ascom Vittorio Dall’Aglio, il direttore Claudio Franchini e il vicedirettore Cristina Mazza.

Il terziario rappresenta, in Italia, la fetta più importante dell’economia, in termini di valore aggiunto (40,8%), di occupati (43,3%) e di imprese (53%) con 2.770.000 attività coinvolte su un totale di 5.143.000. Sono prevalentemente ditte individuali (56%), familiari, piccole e piccolissime imprese che tutti i giorni alzano le saracinesche e rappresentano l’ossatura della nostra economia.

“Anche a Parma, così come a livello nazionale, il terziario (imprese, turismo, servizi, trasporti) rappresenta il 50% delle imprese e la fetta più importante del mercato – ha affermato Cristina Mazza, vice direttore Ascom, illustrando una sintesi del Rapporto Provinciale sul Terziario – realizzato dal Centro Studi Ascom”. Aumentano i servizi, il turismo (+4%), rimane stabile il commercio in proprio, tuttavia il commercio al dettaglio in sede fissa ha registrato un trend fortemente negativo (-6%). Negli ultimi cinque anni hanno dovuto abbassare le serrande quasi 1500 negozi. A chiudere i battenti sono prevalentemente botteghe storiche e autoctone, attività radicate e consolidate nel territorio, che si sono trovate a dover fronteggiare la crisi economica, il calo dei consumi, la crescita e la forte concorrenza della grande distribuzione, così come il cambiamento del contesto esterno sia in termini di comportamento di consumo che di acquisto. Negli ultimi anni sono aumentati in maniera preoccupante i negozi sfitti nei centri storici: il dato clamoroso per Parma è che nelle vie del centro storico si contano oltre 100 vetrine vuote”.

Anche il consumatore è cambiato negli ultimi anni: si è trasformato il modo di acquistare, è mutata la struttura della popolazione (che diventa sempre più anziana, il 22% del totale sono over 65), diminuiscono le nascite, e i single e le coppie senza figli sono quasi il 60% dei nuclei famigliari. Questo provoca l’aumento dei consumi fuori casa, che costituiscono il 35% del totale, mentre calano al 12% i consumi alimentari domestici: cresce il settore del food che costituisce in Italia il 30% del mercato. Il consumatore è poi sempre più “infedele”: il 60% degli italiani acquista dove conviene di più, trasformando il comportamento d’acquisto da passivo ad attivo. I social network rendono il consumatore sempre più protagonista e super informato, consentendogli di acquisire informazioni sul prodotto prima di decidere se comprarlo.

Cambiano i modi di consumo: il tempo trascorso online in Italia è aumentato da 45 minuti nel 2011 a 2 ore e mezzo nel 2017. Anche la fascia più anziana dai 55 ai 74 anni va sempre di più online tramite mobile. I negozianti rappresentano la parte più importante dell’economia locale ma sono rallentati dalla presenza degli ipermercati, quindi, più che del commercio online, i negozi risentono della concorrenza degli altri ostacolandosi a vicenda.

A livello locale la popolazione è cambiata: su un totale di 448.207 persone 60.552, ovvero il 13%, sono stranieri. Dal 2004 al 2017 la popolazione è aumentata di 40.453 unità di cui ben 37.053 stranieri e 3.400 italiani e questo incide sul consumo e sul comportamento d’acquisto chiaramente diverso tra le due parti.

Per quanto riguarda il tema centrale della grande distribuzione, Parma conta 141.809 mq delle medie e grandi superfici commerciali, mentre Fidenza e Salsomaggiore 62.000 mq. Nei tre comuni si concentra l’85% della grande distribuzione. Sono già stati autorizzati 213.360 mq di nuove superfici. Al di fuori del territorio centrale, negli altri comuni la situazione è più polverizzata infatti si contano 37.140 mq di medio-grandi e grandi superfici commerciali; da ciò ne consegue che il polo centrale è quello che attrae di più i consumatori, anche quelli dei territori periferici, con effetti sui dei territori circostanti che ne subiscono la concorrenza.

Il turismo è la nuova economia in crescita del nostro territorio, è il bacino dei nuovi consumi. Gli arrivi e le presenze sono gli indicatori statistici che sono stati utilizzati per studiare il turismo. Gli arrivi sono aumentati del 31% dal 2005 al 2016 e le presenze del 7% (i pernottamenti dicono quanto stanno i turisti in un territorio ed è questo porta le ricchezze). Dal 2005 le presenze degli stranieri sono aumentate del 107%, mentre gli arrivi del 95%. Parma negli ultimi 10 anni ha avuto an aumento del 51%, mentre Salso al contrario ha registrato un calo del 29%.

L’analisi qualitativa del nostro territorio fatta da Ascom. L’analisi qualitativa si è basata sulla suddivisione in tre gruppi di comuni, raggruppati secondo i criteri del numero di abitanti, della dimensione dell’area urbana, della demografia delle imprese, flussi turistici e problematiche comuni emerse all’interno del Roadshow: Gruppo Grande (Parma, Fidenza e Salso), Gruppo Medio (comuni di medie dimensioni) e Gruppo Piccolo (comuni delle fasce più periferiche).

Il Gruppo Grande raggruppa il 53% del totale della popolazione residente in Provincia di Parma e la maggioranza di stranieri, comprende l’85% della grande distribuzione commerciale e la quasi totalità delle catene nazionali e internazionali. Il saldo tra imprese iscritte e cessate nel terziario è negativo: questo accade in tutti e tre i gruppi, dove le imprese che muoiono sono in maggioranza rispetto alle imprese che nascono. Facendo focus sul turismo, il polo che comprende Salsomaggiore Terme e Parma ha il 70% totale delle camere e l’85% di alberghi con oltre 50 camere: questo ha consentito lo sviluppo di un turismo Leisure, Business, Mice, con gruppi turistici di rilevanza numerica, richiamati da grandi eventi (Cibus, Festival Verdi) o dall’attività delle Fiere.

Il Gruppo Medio comprende comuni di medie dimensioni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti e un’alta percentuale di stranieri. Il saldo tra imprese iscritte e cessate nel terziario è negativo, ma il tasso di mortalità in questo settore è diminuito rispetto al 2006 poiché il mercato si sta stabilizzando. Dal punto di vista turistico c’è una vivacità importante, con il 41% di presenze turistiche in 10 anni. Rispetto al Gruppo Grande, il Gruppo Medio ha un numero minore di alberghi e strutture più piccole, ma presenta delle eccellenze per quanto riguarda la lirica, i castelli, le rocche e l’enogastronomia, che devono essere maggiormente valorizzate. Il Gruppo Medio è caratterizzato da un turismo di piccoli gruppi e famiglie e da un commercio che tiene, anche se sta subendo una forte concorrenza dal polo centrale.

Il Gruppo Piccolo comprende comuni di piccole dimensioni con popolazione anche inferiore a 600 abitanti, di cui l’11% è occupato da stranieri. La rete commerciale è al limite, tant’è che il tasso di mortalità nel terziario è cresciuto, mentre negli altri due gruppi è calato. Cambia il turismo che diventa di passaggio (+16% di arrivi) e meno stanziale (-7% di presenze).  È un turismo naturalistico, caratterizzato da sagre e festival (November Porc, Fiera del Tartufo) messe in rete dai comuni che però, seppur con scopi nobili, drenano risorse dai nostri settori in momenti di maggiore affluenza, producendo attività parallele che svolgono concorrenza sleale alle attività regolari.

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked. *