15 febbraio 2017

Arpae: “Polveri, valori in miglioramento a fine settimana”

Arpae: “Polveri, valori in miglioramento a fine settimana”

La cause. “Stabilità atmosferica sulla pianura Padana, inversione termica in quota, venti calmi, presenza di copertura nuvolosa senza piogge, afflusso di aria calda”


Dopo i picchi altissimi delle scorse settimane e l’abbassamento dello scorso weekend dovuto in prevalenza alla pioggia, i valori di Pm10, da qualche giorno hanno iniziato a risalire vertiginosamente. La situazione, nonostante ciò, non preoccupa del tutto l’Arpae, che attraverso alcuni studi e analisi, sostiene che l’aria, già dal prossima weekend dovrebbe essere più respirabile con valori nella norma.

“A partire da sabato 11 febbraio i valori di PM10 hanno ripreso ad aumentare in Emilia-Romagna, mantenendosi superiori al valore limite giornaliero di 50 µg/m3 in gran parte delle stazioni di pianura. Come nella precedente situazione di fine gennaio-inizio febbraio, i superamenti hanno interessato sia le stazioni di fondo urbano, sia le stazioni di fondo rurale della pianura e della zona pedecollinare – inizia il comunicato del 15 gennaio – Le previsioni di Arpae indicano che i valori potranno restare superiori ai limiti per la giornata odierna (martedì 14 febbraio) e fino a giovedì 16 febbraio compreso, per poi tornare al di sotto dei limiti a partire da venerdì 17 febbraio in concomitanza con la discesa di un nucleo di aria fresca di origine continentale, che determinerà un temporaneo peggioramento del tempo, e il conseguente rimescolamento della massa d’aria”.
In effetti, già da mercoledì 15 gennaio si nota un calo. Dopo due giornate di sforamenti totali in tutte le città emiliano-romagnole, città come Bologna (48) e Ravenna (50) sono rientrati nei limiti consentiti dalla legge, con Parma che dai valori superiori a 70 degli ultimi giorni cala a 57.
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“La situazione meteorologica molto particolare è stata la condizione principali per l’anomalo accumulo di inquinanti, che sono risultati elevati sull’intero territorio regionale, sia nelle città, sia in campagna. Un’eccezionale stabilità atmosferica sulla pianura Padana, l’inversione termica in quota, i venti calmi, la presenza di copertura nuvolosa senza piogge, l’afflusso di aria calda che ha ulteriormente schiacciato verso il suolo l’aria in pianura: con queste condizioni, le sostanze inquinanti presenti sono state concentrate in un volume sempre più piccolo, permettendo la formazione di grandi quantità di particolato secondario – queste le cause dei valori di Pm10 molti alti, inoltre, sempre secondo quanto citato nel comunicato – un ruolo chiave nella formazione del particolato secondario è dovuto alla presenza di elevate quantità, tipiche dei mesi invernali, di ossidi di azoto e di ammoniaca. Si è riscontrato invece un contributo minore, rispetto ad altre situazioni, della combustione di legna”

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