14 Febbraio 2017

Aria inquinata: quasi un giorno su due respiriamo veleno

Aria inquinata: quasi un giorno su due respiriamo veleno

Sono venti sforamenti da inizio anno! Ma l’amministrazione risparmia sull’emergenza ambientale e tace. Dagli alberi non piantati alla guerra dei cachi. Legambiente: “i Sindaci superino le lentezze della Regione”


L’inquinamento atmosferico è qualcosa di cui le istituzioni parlano solo se costrette, altrimenti cercano di ignorarne l’esistenza, preferiscono rincorrere un più facile consenso facendosi fotografare dall’ennesimo stralcio di lavori in stato di avanzamento o annunciare per la ventesima volta progetti che forse vedranno la luce nel 2020, mentre non si sono ancora neppure concluse le opere iniziate o ideate non da Vignali, ma addirittura da Ubaldi.

Eppure quest’anno, dopo l’eccezione dello scorso anno, quando per la prima volta il Comune di Parma è rimasto sotto i 35 sforamenti all’anno (“solo” 30, come se ci fosse da gioirne…), si è tornati in piena emergenza, con un’aria che non si dovrebbe respirare un giorno su due, con conseguenze disastrose soprattutto per bambini e anziani. Anche lunedì 13, Pm10 a 75, oltre il limite consentito (che è 50).

Eppure, di fronte ad una situazione come questa, le priorità di una collettività dovrebbero fare emergere delle differenze che caratterizzano la politica di un’amministrazione. Bene, Parma non sembra essere particolarmente sensibile al tema dell’inquinamento, forse per non riaprire la ferita dell’inceneritore, fatto sta che anche in occasione dell’ultima emergenza è stata la Regione ha dettare la linea e alcune città hanno adottato provvedimenti più severi della nostra.

Già in passato l’assessore Folli aveva spiegato, incalzato dai dati sconfortanti sulla qualità dell’aria che respiriamo, che Parma è in una zona geografica svantaggiata e ben poco può essere fatto da parte di un solo Comune. In parte è vero, ma però, quando lo scorso dicembre lo stesso assessore commentò un 2016 positivo, non esitò a riconoscere che “il dato in contro-tendenza di Parma può essere considerato come la conseguenza della serietà con cui abbiamo applicato le misure legate alle limitazioni dei veicoli diesel, conseguenti del piano regionale dell’aria. A Parma l’area oggetto delle limitazioni comprende una vasta parte del territorio comunale. In altri casi (come ad esempio Piacenza, Reggio Emilia, Ferrara, Forlì e Rimini) si sono consentiti viali di attraversamento all’interno dell’area di limitazione che hanno ovviamente reso meno efficace e controllabile da parte della Polizia Municipale il rispetto dei provvedimenti regionali”.

Insomma dichiarazioni che ammettono come una politica più attenta e sensibile possa migliorare l’ambiente in cui viviamo. Facile rivendicare i meriti quando tutto procede per il meglio e liberarsi di ogni responsabilità quando le cose vanno male. Solo il 29 dicembre scorso, prima della colata di polveri sottili caduta sulla testa dei parmigiani, il Comune ha rinunciato alla chiusura del traffico, nascondendosi dietro alla normativa regionale che non la obbligava per legge non essendo scattati i sette giorni consecutivi di sforamento. Da tempo, in occasione delle domeniche ecologiche, manca qualsiasi azione di sensibilizzazione e iniziativa in città: le cronache sono sono occupate dai resoconti degli sparuti controlli della municipale e dal numero delle multe.

1389003266494.jpg--cittadella__potati_siepi_e_alberi

Va in questa direzione di disimpegno anche la scelta di questi cinque anni di non lavorare sulle aree verdi (alcune addirittura dandole in concessione ai privati) e il patrimonio arboreo del Comune, trattando chi protestava per la timidezza con cui si provvedeva a (non) piantare nuovi alberi, come degli irresponsabili che non comprendevano quanto questi costino, soprattutto in manutenzione. Ma non solo. Ci sono voluti i cittadini che sono scesi in strada per salvare gli alberi da frutto che il Comune voleva abbattere perché sporcavano i marciapiedi. Mentre gli alberi della Cittadella, non si è fatto in tempo a salvarli. Tutto in nome di un unico obbiettivo: risparmiare.

20161210_110048

Insomma, da un Comune eletto per fare la rivoluzione ecologica, forse ci si sarebbe aspettato un pò più di coraggio e di idee chiare. Ci si sarebbe aspettato una diversa priorità nell’indirizzare spese e investimenti. Invece, dopo i primi tre anni caratterizzati dalla coperta di Linus del debito pubblico, si è capito che l’accelerazione di Pizzarotti non comprendeva un investimento per la nostra salute, per migliorare l’aria che respiriamo. Anzi appena si è potuto, insieme alla Provincia di Parma, si sono prelevati 3milioni di euro dalla Tep, privando l’azienda di una risorsa per potenziare il trasporto pubblico. Di car sharing e bike sharing o macchine elettriche poi, meglio non parlarne. La foto di Pizzarotti con l’automobilina rimane un ricordo da propaganda elettorale, abbandonata dopo essere stato pizzicato a parcheggiarla in Stradello San Girolamo, nello spazio dedicato ai portatori di handicap ed essersi giustificato parlando “di una svista di una notte”.

1231605_626244970730579_788072538_n1  1001745_625916597430083_2021252744_n1-300x199

È intervenuta anche Legambiente: “I Sindaci superino le lentezze della Regione, ed applichino da subito le norme del PAIR2020” . Sono passati solo 7 giorni dall’ultima “emergenza aria” nelle nostre città e l’inquinamento è tornato inesorabilmente a salire. Da sabato tutti i capoluoghi dell‘Emilia Romagna sono tornati a superare i limiti di legge per quanto riguarda le PM10, e la situazione è destinata a peggiorare a causa dell’alta pressione che perdurerà sulla nostra regione almeno fino al prossimo fine settimana. In un quadro che torna a prospettarsi grave, Legambiente si appella ai Sindaci dei Comuni sopra i 30.000 abitanti chiedendo di adottare da subito le misure contenute nel PAIR2020, senza attendere l’approvazione in Assemblea regionale.

“In una situazione che continua a minare la salute pubblica – sottolinea l’associazione – chiediamo che i sindaci superino il ritardo regionale nell’approvazione del PAIR2020 e adottino immediatamente sui propri territori le norme contenute nel piano. Già il Comune di Carpi ha adottato l’entrata in vigore delle misure emergenziali a partire dal quarto giorno di superamento consecutivo dei limiti”.

Legambiente ricorda che la vera emergenza è l’inerzia. Contro l’inquinamento servono decisioni drastiche, coraggiose e spesso impopolari. Ma prese per il bene pubblico. In questo deserto, rimane solo il laconico comunicato del Comune di Parma: “i provvedimenti legati alla circolazione dei veicoli proseguiranno anche nei prossimi anni e vedranno già dal 1° ottobre 2018 limitazioni estese anche ai veicoli Euro 4 Diesel”. Arrivederci al 2018, quindi: con chi ci sarà.

 

 

 

 

 

 

 

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked. *