23 Febbraio 2017

“Aree verdi troppo trascurate: dai giochi, alle piante non rimesse “

“Aree verdi troppo trascurate: dai giochi, alle piante non rimesse “

Luigi Alfieri: “per arrestare il degrado occorrono una manutenzione costante, viverli e tenerli sotto controllo. Bisogna favorire e incrementare le iniziative nei parchi pubblici”


Chi ricorda il blitz del sindaco e gli assessori al verde e ai lavori pubblici di qualche tempo fa in dieci parchi della città? “Non male, ci avevano descritto una situazione peggiore, si c’è qualche intervento da fare, ma provvederemo presto”, aveva postato il Pizzarotti. Ora, a parte il fatto che si rimane perplessi nel sapere che per conoscere lo stato delle nostre aree verdi occorra che mezza giunta vada di persona a vedere, anziché avvalersi di un valido servizio di monitoraggio, occorre purtroppo constatare che molti interventi promessi, non sono ancora stati effettuati.

Quello che manca è soprattutto un’attenzione costante per prevenire il degrado di aree sensibili frequentate da bambini e famiglie: una fontana che non funziona più, una recinzione rotta, atti di vandalismo verso panchine e strutture. Piccoli interventi che se seguiti, mantengono un ambiente vivibile e decoroso. Ma anche azioni più importanti, come ripristinare gli alberi tagliati o non privatizzare spazi pubblici.

“Le aree verdi di Parma non possono più essere lasciate a sé stesse. Sono spazi che più di altri possono fare la differenza per la qualità della vita, perché se curati e frequentati dai cittadini offrono svago, sport, incontro e possibilità di iniziative culturali, ma abbandonati divengono ricettacoli di illegalità, nascondigli per malintenzionati, terre di nessuno spesso pericolose – interviene il candidato sindaco Luigi Alfieri – Sappiamo bene degli onerosi appalti per la riqualificazione della Cittadella, ma, come sottolineato da Legambiente ancora in dicembre, riguardano in particolare l’illuminazione, il rifacimento delle strade e l’ex-Ostello. Non si parla del verde e nemmeno di tutte le altre emergenze costantemente segnalate dai cittadini”.

“Oltre alla Cittadella e al Parco Ducale (anch’esso in procinto di una riqualificazione tarda e per questo stigmatizzata dagli ambientalisti) anche il Parco Falcone e Borsellino e Primo Maggio, il Parco Ferrari, il Vero Pellegrini, senza contare tutti gli altri piccoli parchi di quartiere, necessitano d’interventi urgenti a volte annunciati ma non ancora concretizzati: ripristino delle aree bimbi (giochi rotti, arrugginiti e fango) e manutenzione quotidiana; messa a dimora di nuove piante specialmente sui bastioni della Cittadella dove ne sono state tolte ben 500 e tutela degli alberi centenari del Parco Ducale; sistemazione e messa in funzione delle vasche del Parco Borsellino, ora vuote o sporche con topi che s’aggirano sotto le passerelle, migliore gestione del laghetto ducale; sistemazione delle panchine, dei campi di calcio e da basket in Cittadella, ricollocazione attrezzature sportive (come le porte di calcio); fontane funzionanti ovunque e bidoncini differenziati per la spazzatura; disinfestazioni accurate contro le zanzare nei mesi estivi.

Bisogna favorire e incrementare le iniziative nei parchi pubblici (concerti, rappresentazioni teatrali, rassegne letterarie, letture en plein air, mostre estemporanee, mercatini, eventi sportivi di vario genere), la circolazione turistica (Parco Ducale per il Palazzetto Eucherio e i siti storici e Parco Primo Maggio con l’Auditorium), percorsi naturalistici, perché la frequentazione allontana la delinquenza; mantenere e anzi sostenere la presenza dei bar storici, delle strutture ludiche a pagamento; garantire il controllo e la sicurezza, magari, viste le difficoltà d’organico delle forze dell’ordine, rivolgendosi anche a volontari quali militari in pensione (carabinieri e alpini ad esempio). Sono disarmati ma possono vigilare, segnalare e intervenire adeguatamente.

Un discorso a parte andrebbe poi fatto per i Giardini di San Paolo e l’Orto botanico, da sistemare e rivalorizzare con iniziative più assidue così da farli riscoprire alla gente. Per far rinascere questi spazi e salvarli dal degrado, bisogna prima intervenire e poi esserci, viverli e tenerli sotto controllo costante. Non sono necessari interventi faraonici, ma bastano attenzione e cura per l’esistente, con migliorie dove possibile. Questo vale per tutta la città. Tuttavia i parchi sono zone particolarmente sensibili e fondamentali per il benessere di una comunità”.

 

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