31 Ottobre 2016

Anomalie nelle offerte, in Toscana il Tar boccia BusItalia

Anomalie nelle offerte, in Toscana il Tar boccia BusItalia

Una situazione che presenta analogie con l’esito della gara sul trasporto pubblico locale  di Parma contestato dalla Tep


Quanto accaduto in Toscana suscita grande interesse anche nella nostra provincia: il Tar ha infatti annullato la gara regionale per il trasporto pubblico locale su gomma bandito dalla Regione che vede due aziende in lizza, Autolinee Toscane che fa capo alla francese Ratp, e BusItalia/Ferrovie con Mobit. Ad essere contestata è la correttezza del piano finanziario presentato da entrambi i contendenti, una situazione che potrebbe avere analogie rispetto a quanto sta accadendo a Parma, dove l’Ati BusItalia-Autoguidovie si è aggiudicata provvisoriamente la gara per l’assegnazione del servizio di trasporto pubblico locale; la Tep, arrivata seconda, attende gli esiti delle verifiche in corso, ritenendo non sostenibile il piano presentato da BusItalia, come si legge nel notiziario pubblicato sul sito della società di trasporti locali:

“In base ai dati che al momento sono in nostro possesso, il piano presentato da BUS ITALIA-Autoguidovie parrebbe in generale difficilmente sostenibile dal punto di vista economico-finanziario. Si è peraltro in attesa della verifica in corso circa eventuali anomalie dell’offerta. Per legge (art. 86 del d.lgs. 163/06) questa fattispecie si verifica quando l’offerta di ribasso e gli aspetti tecnici superano contemporaneamente i 4/5 del punteggio massimo attribuibile. La legge, in pratica, pone l’attenzione su offerte che propongono un alto ribasso e, nel contempo, un’offerta molto elevata dal punto di vista qualitativo ed impone di verificare se sono congrue ovvero anomale. Sarà comunque importante capire su che voci i concorrenti intendono realizzare le economie, oltre che sulla sicurezza. Infatti, l’unico dato ad oggi in nostro possesso è quello degli oneri per la sicurezza, voce per la quale BUSITALIA-Autoguidovie intende spendere circa la metà nei 9 anni rispetto a quanto offerto da TEP. Personale? Manutenzioni? O addirittura il costo dei biglietti – che peraltro non dipende dal’esecutore del servizio? Sarà interessante capirlo”.

In attesa delle verifiche citate nel comunicato della Tep, quindi, il precedente della Regione Toscana fa pensare che anche per Parma potrebbero verificarsi ribaltamenti giudiziari nell’assegnazione della gara sul tpl.

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