16 Dicembre 2017

Alluvione: Procura apre fascicolo per disastro colposo

Alluvione: Procura apre fascicolo per disastro colposo

L’inchiesta riguarda quanto accaduto a Colorno e  nel Parmense. I cittadini: nessuno ci ha avvertito. Parma, Reggio e Modena, stimati oltre 105 milioni di danni


Arriva anche la magistratura a indagare su quanto accaduto a Colorno e nel Parmense, dove i cittadini accusano di none essere stati informati per tempo di quanto stava accadendo. Il reato ipotizzato dalla Procura della Repubblica di Parma è di disastro colposo. Nessun nome sul registro degli indagati, ma una raccolta di informazioni per accertare se era possibile o meno evitare il disastro. Titolare dell’inchiesta è il pm Paola Dal Monte.

Intanto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha firmato la richiesta di stato di emergenza che verrà immediatamente inviata al governo, così come aveva anticipato direttamente al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, al telefono martedì scorso, subito dopo le esondazioni di fiumi e corsi d’acqua e delle piene dalla portata storica nei territori di Parma, Reggio Emilia e Modena, oltre al fenomeno del gelicidio nelle aree appenniniche da Bologna a Piacenza.
Richiesta all’esecutivo nazionale accompagnata già da una prima stima dei danni, operazione alla quale si è cominciato a lavorare da subito proprio per velocizzare le procedure relative ai risarcimenti. Si tratta di 105 milioni di euro: 30 milioni alle strutture private e 75 milioni per le somme urgenze, già avviate o da attivare, compresa la riduzione del rischio residuo, ovvero i lavori necessari per evitare danni uguali o maggiori da analoghi eventi futuri. E dalla stima sono ancora escluse le imprese, comprese quelle del comparto agricolo: in questo caso, normalmente la raccolta delle informazioni richiede più tempo e nei prossimi giorni, non appena le associazioni di categoria e le imprese avranno inviato ai Comuni una prima documentazione, sarà possibile avere un quadro preciso.

Il presidente Bonaccini ha anche firmato il decreto con cui ha dichiarato lo stato di crisi regionale che per i prossimi 90 giorni, atto che permette all’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile di realizzare lavori specifici o altri interventi “indifferibili e urgenti”, nonché misure temporanee di assistenza a nuclei familiari evacuati da abitazioni inagibili, oltre ad adottare tutti i provvedimenti amministrativi necessari.
Per quanto riguarda i privati, la ricognizione del danno sarà in autocertificazione. I lavori di ripristino delle abitazioni danneggiate saranno documentate con foto, fatture e qualsiasi altro documento valido a fini fiscali sulle opere eseguite. Nei prossimi giorni, l’Agenzia regionale di Protezione civile darà indicazioni più dettagliate: la raccolta delle autocertificazioni inizierà solo dopo la dichiarazione di stato di emergenza nazionale.

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked. *