2 agosto 2016

Alluvione ottobre 2014: Pizzarotti indagato per disastro colposo

Alluvione ottobre 2014: Pizzarotti indagato per disastro colposo

Il sindaco probabilmente sapeva di essere indagato per l’alluvione che provocò 100 milioni di danni, ma ha deciso anche questa volta di non informare la città


La Procura decide ti togliere il “segreto” sui nomi sui quali ha deciso di accendere i riflettori per verificare eventuali responsabilità nell’aver causato un disastro colposo in occasione dell’alluvione dell’ottobre del 2014 causata creata dall’esondazione del torrente Baganza e che causò 100 milioni di danni.

Oltre al sindaco sono indagati per disastro colposo anche il comandante della Municipale, Gaetano Noè, e altri tre dirigenti di Regione e Provincia.

Le indagini si concentrano sulla mancata allerta e il corretto funzionamento delle procedure di comunicazione del pericolo alla cittadinanza, di cui sindaco e gli altri dirigenti coinvolti sono responsabili per legge. In quei giorni Pizarotti non era a Parma, ma si era trasferito con un banchetto sotto il palco di una manifestazione politica indetta dal M5S a Roma, alla quale Grillo non lo aveva voluto invitare già in aperta polemica non condividendone il suo modo di amministare Parma

La certezza di essere indagato, il primo cittadino l’aveva probabilmente già acquisita. In occasione della notizia diffusa a maggio dalla stampa, in quell’occasione dichiarò sornione: “Probabilmente sarà vero, dato che la Procura di Parma non ha negato, ma io non so nulla. Ho comunque richiesto il certificato che attesta la mia situazione per verificare eventuali eventuali iscrizioni nel registro degli indagati”.

E proprio il fatto di aver richiesto tale documentazione rende evidente come Pizzarotti non potesse non essere a conoscenza di quegli atti che oggi vengono desecretati dalla Procura. In ogni caso il primo cittadino ha deciso anche in questo caso, di non informare la cittadinanza direttamente.

Dagli atti risulta che oltre a Pizzarotti sono indagati il direttore dell’Agenzia regionale di protezione civile) Maurizio Mainetti, Gianfranco Larini (allora responsabile del servizio tecnico di bacino), Gabriele Alifraco (che era a capo del servizio di protezione civile della Provincia) e Gaetano Noè, comandante della polizia municipale.

 

 

 

 

 

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