22 Novembre 2016

Alluvione: chiesto un rimborso di oltre un milione e 520 mila euro

Alluvione: chiesto un rimborso di oltre un milione e 520 mila euro

Dopo due anni dall’esondazione del Baganza i cittadini non sono ancora stati risarciti per i danni subiti. Il Comune scrive a Renzi.

 


Sono passati due anni da quel 13 ottobre 2014 che ha visto la città messa in ginocchio dall’esondazione del Baganza, e a distanza di due anni i cittadini che hanno subito danni alle abitazioni o perdite di beni mobili non hanno ancora ottenuto alcun risarcimento. Da qui la decisione, da parte del Comune di Parma, di indirizzare una lettera al premier Matteo Renzi, per far presente ciò che non va nel sistema di rimborso previsto dal Ministero.

Secondo una Delibera del Consiglio dei Ministri, infatti, tutti i Comuni o le Provincie dell’Emilia-Romagna interessati da una qualche calamità naturale avrebbero dovuto presentare ala Regione delle perizie contenenti la rendicontazione dei danni entro il 29 settembre scorso, e se non tutti lo avessero fatto il sistema del rimborso sarebbe saltato, coinvolgendo così anche i più diligenti.

“La procedura di rimborso che ha permesso al Comune di inviare le richieste per tempo alla Regione – ha spiegato l’assessore Alinovi durante una conferenza stampa tenutasi questa mattina, martedì 22 novembre – è stata resa possibile grazie al coinvolgimento dei tecnici comunali, dei rappresentanti degli ordini professionali che hanno collaborato con il Comitato Alluvionati per compilare le perizie legate alla rendicontazione dei danni”.

L’assessore si è poi concentrato sul significato della lettera che ha inviato al presidente del consiglio, Matteo Renzi: “Abbiamo riscontrato delle falle nell’applicazione dei criteri per la determinazione e concessione dei contributi. Si tratta di una lettera garbata con cui abbiamo fatto presente alcune criticità. Il Comune ha inviato come rendicontazione dei danni alla Regione un importo lordo pari a 2 milioni di euro, che sono, al netto, 1 milione e mezzo”.

Le criticità maggiori – ha continuato l’assessore – sono legate ai bassi servizi colpiti dall’alluvione. Sono i piani terra, i semi interrati, le cantine, le taverne ed i garage per cui, se esterni al corpo dell’immobile, per esempio, non è contemplato nessun rimborso. Ed è questo un primo punto sollevato dal Comune a cui si aggiunge il fatto che in certi casi le fatture sono state pagate da figli o nipoti dei proprietari degli appartamenti alluvionati, ma la norma prevede che siano rimborsabili solo i diretti intestatari. Anche in questo caso si è chiesto di allargare le maglie.

Altro tema è quello del rimborso forfettario di 300 euro per i beni mobili presenti in cucine, camere, salotti. Anche in questo caso non vengono risarcite autorimesse, cantine e taverne per cui il Comune ha chiesto di riaprire i termini riconoscendole tra quelle per cui si possibile ricevere un contributo. “Il nostro auspicio – ha concluso Alinovi – è che il presidente del consiglio e gli altri destinatari della lettera prendano in considerazione le nostre richieste”.

Il dirigente, Tiziano Di Bernardo, si è invece soffermato sul percorso delle date legate alla richiesta di rimborso ed ha parlato dell’organizzazione degli uffici per dare seguito alle istanze dei cittadini, grazie alla collaborazione con gli ordini professionali, il comitato alluvionati e gli amministratori di condominio.

“Sono pervenute entro i termini (29 settembre 2016) all’Amministrazione Comunale 233 domande di contributo. Di queste, 46 risultano non rientrare nei criteri e pertanto non ammissibili, mentre ne risultano ammissibili 187, di cui 42 sono state soggette a controllo a campione, tutte con esito favorevole.

Secondo la rendicontazione presentata in Regione, la somma determinata è di oltre 1 milione e 500 mila euro, per i beni immobili, di 14.700 euro per i beni mobili.

L’importo indicato potrà essere oggetto di una rideterminazione al termine dell’attività istruttoria condotta in tutti i Comuni della Regione Emilia Romagna colpiti da eventi calamitosi citati nella Delibera del Consiglio dei Ministri del 28 luglio 2016, sulla base delle risorse effettivamente disponibili. A seguito dell’esito della verifica da parte della Regione Emilia Romagna, entro fine anno il Dipartimento della Protezione Civile deve predisporre la delibera da sottoporre al Consiglio dei Ministri. Il contributo effettivamente riconosciuto, sotto forma di finanziamento, verrà utilizzato dal beneficiario per i pagamenti alle imprese fornitrice ed esecutrice degli interventi ancora da realizzare e/o a titolo di rimborso per le spese eventualmente già sostenute. Si attendono precisazioni in merito.

Inoltre non sono stati riconoscibili i danni ai beni mobili contenuti nelle pertinenze danneggiate (cantine e garage) e comunque risulta inadeguato l’importo di 300,00 euro a vano utile principale (cucina, soggiorno, camera).

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked. *