14 Settembre 2015

Alluvione: a quasi un anno, niente rimborso

Alluvione: a quasi un anno, niente rimborso

Dal 13 ottobre 2014 a oggi, Parma ha mostrato di saper rimboccarsi le maniche e di saper andare avanti. I danni comuni si sommano a quelli privati, ma di rimborsi non si sente ancora parlare. La Regione rassicura, ma non dà false speranze


Era il 13 ottobre 2014 quando Parma fu colpita da quell’alluvione difficile da dimenticare. Novemila famiglie messe al muro, aiutate da quei volontari che, scarponi ai piedi e pale alle mani, cercavano di togliere il fango per far spazio alla vita. Lacrime per la paura, lacrime per la preoccupazione, lacrime per i danni, e poi sorrisi per dire di avercela fatta, sorrisi per ringraziare il cielo di essere ancora lì, sorrisi per dare una mano a chi era in difficoltà. Un ottobre che rimarrà per sempre negli animi dei parmigiani, che nessun’altra pioggia potrà mai cancellare, che si è portato dietro tanto, ma, in cambio, ha insegnato ad andare avanti, a non arrendersi, a rimboccarsi le maniche e a continuare a vivere.

A quasi un anno da allora però, non tutto è risolto. Come mostrato da un servizio di Tv Parma, in alcune cantine si sente ancora l’odore del fango, per non parlare delle ripercussioni economiche, dei danni materiali a cui le famiglie colpite hanno dovuto porre rimedio. Ma di rimborsi non si sente ancora parlare. I danni comuni si sommano a quelli privati, svuotando i portafogli e, in parte, gli animi degli alluvionati, stanchi di dover continuare a fare i conti, in tutti i sensi. La Regione assicura che la ricognizione dei danni è stata fatta nei giusti tempi e s’impegna a sollecitare il Governo, con un’unica grande premura: non dare false speranze ai cittadini, ma metterli davanti alla realtà delle cose, alla realtà di un Paese in cui problemi di questo tipo sono difficili da sistemare.

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