12 ottobre 2016

Allarme di Federalberghi: a Parma 250 attività ricettive “abusive”

Allarme di Federalberghi: a Parma 250 attività ricettive “abusive”

Il mancato introito proveniente dalla tassa di soggiorno sarebbe di 50mila euro, secondo l’indagine condotta dall’organizzazione di categoria in collaborazione con Ascom


Sarebbero 250, tra ville, appartamenti e camere singole, i locali adibiti ad attività ricettiva per i turisti che vogliono visitare Parma, senza rispettare regole e trasparenza. In sostanza, si tratta di abusivi. Una capacità di accoglienza pari a quella offerta da due grandi strutture alberghiere, denuncia Federconsumatori, che comporta un mancato introito in termini di tassa di soggiorno pari a 50mila euro.

Una situazione grave, sostiene il presidente di Federalberghi provinciale Emio Incerti, che riprende un argomento scottante trattato dall’associazione di categoria anche a livello nazionale: “Parma non è immune a questa problematica – ha dichiarato Incerti –  Da una recente indagine svolta in collaborazione con il Centro Studi Ascom è emerso infatti che le strutture private che svolgono attività ricettiva (come ville, appartamenti, camere singole…) hanno raggiunto nel solo Comune di Parma quota 250 unità. Una consistente offerta ricettiva parallela che incide sul mercato al pari di due grandi strutture alberghiere, assorbendo quindi flussi turistici del territorio e comportando un mancato introito di tassa di soggiorno stimato in oltre 50.000 €. Pur in un contesto come quello, ad esempio, della città di Parma, che vede flussi di arrivi e presenze in aumento negli ultimi anni, la forte presenza di un mercato ricettivo parallelo impedisce infatti alle strutture alberghiere ed extra alberghiere ufficiali, di avere medie di occupazione camere soddisfacenti. La stessa indagine sopracitata metteva in luce come l’occupazione media dei posti letto, nelle strutture alberghiere del comune di Parma, fosse  scesa dal 41%   del 2011  al 39% del 2015. Come abbiamo più volte ribadito, anche in occasione di interventi pubblici, riteniamo sia quindi  necessario intervenire con più forza sulle attività che operano in questo settore parallelo, attuando una legislazione ad hoc che ne detti le regole anche in termini di sicurezza affinché tutte le imprese possano operare in un regime di assoluta parità. ”

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