22 Maggio 2017

Alla Macelleria Ferraroni carni equine per tutti i palati

Alla Macelleria Ferraroni carni equine per tutti i palati
Alla Macelleria Ferraroni carni equine per tutti i palati
Alla Macelleria Ferraroni carni equine per tutti i palati
Alla Macelleria Ferraroni carni equine per tutti i palati
Alla Macelleria Ferraroni carni equine per tutti i palati
Alla Macelleria Ferraroni carni equine per tutti i palati

GALLERY. STORIE DI COMMERCIO. Cavallo pesto e bistecche, ma anche la tartara, la vecchia e straccetti conditi di tutti i tipi. E non manca l’impegno nella lotta alle proposte di legge contro la macellazione del cavallo


Cavallo pesto, bistecche, hamburger, polpette e chi più ne ha più ne metta. La carne equina, in via Montanara, viene servita in tutte le salse. A raccontarlo è Fabio, che da 25 anni gestisce la Macelleria Ferraroni, con a fianco il padre Sergio, la madre Mariella e la sorella Alessia. Un’attività pronta a soddisfare i più svariati palati. In quanto presidente dell’Associazione per la Tutela del Cavallo Pesto di Parma, inoltre, Fabio si dice in prima linea nella battaglia contro le proposte di legge attualmente depositate in Parlamento, riguardo ad un eventuale divieto nazionale di macellazione delle specie equine.

Ampi locali e carni equine di ogni tipologia. Quando nasce la Macelleria Ferraroni?
L’attività è stata avviata nel 1951 da mio nonno e si trovava in via La Spezia. Nel 1963 hanno deciso di trasferirla in via Montanara. Mio nonno viveva in questa zone e la conosceva da sempre, così ha voluto avvicinarsi a casa. Inizialmente erano mio nonno e mio padre a gestirla, da circa venticinque anni, invece, ci siamo anche io e mia sorella. Il tutto è iniziato col cavallo pesto e le bistecche in un locale piuttosto piccolo. Pian piano ci siamo allargati e abbiamo iniziato ad offrire anche altro.

Non tutti apprezzano la carne di cavallo, voi solitamente inventate nuove ricette per avvicinare la gente a questo alimento?
Noi siamo sia macelleria che gastronomia. Abbiamo le tradizionali bistecche e il classico cavallo pesto, a cui affianchiamo molto altro. Il roast beef, gli stufati, la bistecche alla valdostana (condite con aglio, ginepro, rosmarino, olio e vino) o gli straccetti conditi.  Tra i piatti più gettonati ci sono “la vecchia”, tipico piatto parmigiano a base di macinato di cavallo, peperoni, cipolle e patate fritte, e “la tartara” con capperi, acciughe e cetrioli.

Qual è il modo migliore di consumare la carne equina per far sì che non perda le sue proprietà nutritive?
E’ una carne molto delicata, quindi è meglio consumarla fresca. Il giorno stesso, o al massimo il giorno dopo.

E viene utilizzata anche per fare gli anolini…fate pure quello?
Sì. Solitamente per gli anolini si usa lo stracotto di asina, unito a pangrattato e parmigiano, anche se molti usano il cavallo. Il gusto è quasi uguale. Praticamente abbiamo un classico alimento della nostra zona dentro ad uno dei piatti tipici parmigiani per eccellenza. Noi non facciamo gli anolini direttamente, ma forniamo un’azienda romana con la nostra carne.

Ci sono difficoltà nel gestire un’attività del genere in via Montanara?
Assolutamente no. A mio parere il Montanara è uno dei quartieri migliori di Parma. E’ una zona viva, animata soprattutto da noi commercianti. Ci siamo uniti e ci adoperiamo per organizzare feste e mantenere attivo il quartiere. Problemi di degrado non ne abbiamo e non ci sono nemmeno locali chiusi, anzi c’è molta richiesta.

Qual è la soddisfazione più grande ottenuta in tutti questi anni di attività?
La soddisfazione arriva ogni giorno, nel vedere i clienti che ritornano e che apprezzano il cambiamento. Come dicevo prima, dal pesto e le bistecche abbiamo iniziato a fare un po’ di tutto, e la gente torna soddisfatta. E’ questa la soddisfazione più grande.

Tu sei anche presidente dell’Associazione per la Tutela del Cavallo Pesto di Parma
Sì, noi macellai equini della città – e qualcuno anche della provincia – ci siamo uniti per far sentire la nostra voce contro tre proposte di legge depositate in Parlamento. Le proposte mirano a identificare il cavallo come animale da compagnia, e quindi vietarne la macellazione. Unendoci siamo riusciti a far riconoscere il cavallo pesto quale piatto tipico della nostra zona, ottenendo il riconoscimento da parte della Regione Emilia-Romagna, e siamo entrati a far parte anche del Gruppo Italiano Carni Equine. 

Un’unione locale ma anche nazionale, quindi. Come procede?
Come Gruppo Italiano Carni Equine siamo riusciti ad ottenere degli incontri col Ministero. Inoltre organizziamo spesso delle riunioni a livello nazionale, ci incontriamo a Roma ma anche nelle altre Regioni e discutiamo su ciò che di concreto si può fare per evitare che queste proposte diventino legge. Speriamo bene.

Come risponderesti a chi dice “Il cavallo è un animale bello e intelligente, come si fa a mangiarlo?”
Ci sono persone molto affezionate al cavallo, in quel caso credo sia impossibile convincerle a farne la loro cena. Molti, invece, inizialmente scettici, hanno assaggiato e si sono ricreduti. Dipende dalla persona e dal rapporto che ha con l’animale.

 

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