20 Agosto 2015

Gara integrazione scolastica: sarà ricorso?

Gara integrazione scolastica: sarà ricorso?

E AuroraDomus, capofila degli sconfitti: “Chiediamo l’esclusione per eccesso di ribasso. Offerta anomala”. Scelta diversa del Comune rispetto al bando Parmainfanzia, dove ha prevalso la progettualità e non il valore economico. Rossi: “Tutto ok, si parte il 7 settembre”


“Con l’aggiudicazione al massimo ribasso, crediamo che venga meno un compito inderogabile delle Pubbliche Amministrazioni e cioè quello di garantire, nell’ambito delle gare che vengono bandite una competizione leale tra i soggetti e non una penalizzazione di chi investe per garantire il rispetto del CCNL. Inoltre si tratta di un nuovo soggetto, non di Parma, che non opera su altri servizi educativi di Parma e determina una ulteriore criticità”.

Non è proprio piaciuta alla Cgil, l’aggiudicazione provvisoria del bando sui servizi di integrazione scolastica per i disabili, persa da quella stessa cooperativa parmigiana che era scesa in piazza per difendere un servizio messo a bando (settembre 2014) poi tagliato dal Comune di Parma (gennaio) e infine ripristinato a seguito delle numerose proteste di famiglie ed educatori. Un atto sancito da una delibera voltata all’unanimità in Consiglio. Tutto bene dunque? Niente affatto, sembrava essersi ricomposta la frattura tra educatori e amministrazione, ma ad agosto arriva la sorpresa: a vincere è un’ATI di Bologna (Ancora-Aldia).

Il nodo della polemica sta proprio nella decisone, da parte del Comune, di ripensare alla prima versione del bando di settembre 2014 e formulare una gara che permettesse di “recuperare” denaro da reinvestire nel welfare, in questo caso 200mila euro. Un principio che viene considerato al limite della ammissibilità, oltre che politicamente scorretto. C’è chi legge nella scelta del Comune una volontà di punire chi li ha obbligati a rivedere delle scelte già fatte, come la cancellazione del bando, c’è invece chi semplicemente critica una visione totalmente sbagliata di cosa significhi garantire servizi alla persona per un’amministrazione.

Certo che continua a ripetersi una differente strategia a seconda degli assessorati e del contesto nel quale ci si trova ad operare. Nel caso della gara per il socio privato di Parmainfanzia, ad esempio, l’assessorato ai Servizi Educativi ha più volte voluto sottolineare come l’offerta tecnica avrebbe prevalso su quella economica, perché nel welfare conta soprattutto la qualità del servizio. Nel caso dei servizi di integrazione scolastica, invece, si è scelto il principio opposto, decidendo di non mettere al cuore del bando la qualità del servizio, formulando una gara che apre, come accaduto, alla possibilità di aggiudicarsi il servizio su base economica. Una decisione che ha creato molti malumori e polemiche, fino all’annunciato ricorso da parte dell’ATI sconfitta.

“La gara del servizio ha visto l’aggiudicazione ad una Cooperativa che ha presentato una offerta in ribasso sulla base d’asta del 10% – prosegue la nota della Cgil – la base d’asta presa a riferimento dall’Amministrazione Comunale (20,80 euro/ora) era più bassa di quella che la stessa Amministrazione aveva presentato nella gara di settembre 2014 poi ritirata (21,20 euro/ora); agli inizi di luglio scorso in un comunicato stampa le OOSS avevano già denunciato come pur sotto le mentite spoglie dell’offerta economicamente più vantaggiosa” potesse determinarsi di fatto un meccanismo di aggiudicazione sul criterio del “massimo ribasso” che può risultare addirittura determinante sull’offerta tecnica e quindi sulla componente di progettualità e qualità del servizio. Crediamo che la qualità del servizio passi attraverso la qualità del lavoro, intesa come congruo riconoscimento dell’attività che viene resa”.

“In un servizio dove la componente predominante è “il lavoro” e dove si è realizzata un’aggiudicazione con un ribasso così importante è facile immaginare che sarà proprio la voce del costo del lavoro ad essere erosa; in tal senso chiediamo formalmente alla Commissione di gara una verifica puntuale dell’offerta presentata dal soggetto che è risultato aggiudicatario in via provvisoria , con particolare specifica alla voce “costo del lavoro” e rispetto del CCNL di settore/contratto integrativo”.

Ma viene criticata anche la scelta di fare un bando per un solo anno, individuando nell’atteggiamento del Comune un desiderio di deresponsabilizzarsi: “L’Amministrazione Comunale di Parma tenta da ormai un anno di alleggerirsi dalle responsabilità su questo servizio e la scelta di presentare un bando per un anno ha lo scopo di studiare meccanismi di accreditamento del servizio da sempre osteggiati dalle famiglie degli utenti e dai lavoratori perché andrebbe a parcellizzare il servizio”.

Intanto la cooperativa AuroraDomus, capofila degli sconfitti insieme a Proges decide di annunciare ricorso e spiega con una lettera le proprie motivazioni. “L’importante ribasso del 10% non consente l’adeguata copertura economica sul costo del lavoro; la tariffa deve essere adeguata e sufficiente rispetto al costo del lavoro, come determinato nelle apposite tabelle del Ministero del Lavoro. Inoltre la tariffa oraria offerta deve prestare idonea copertura anche degli oneri della sicurezza, coordinamento, formazione, delle attrezzature, dei prodotti e quant’altro offerto in sede progettuale (anche a titolo migliorativo), nonchè congrua copertura di quota di spese generali e di utile d’impresa. In sintesi, con il ribasso praticato la prima in graduatoria non ha tenuto conto di quanto sopra e l’offerta è pertanto anomala“.

Intanto l’assessore Rossi prosegue e incontra le cooperative vincitrici per vagliarne la solidità e l’esperienza:  “Il servizio partirà il 7 settembre, abbiamo avuto chiarimenti e spiegazioni su quel costo orario contestato che, per noi, rispetta il contratto di lavoro, perché non verranno toccate le retribuzioni degli operatori. Con questa aggiudicazione abbiamo recuperato oltre 200mila euro, da reinvestire in  servizi per il welfare”.

Interviengono anche le cooperativa coinvolte: “È in atto una campagna di disinformazione, siamo una struttura solida che lavora in molte città tra cui Milano, Pavia, Lodi, Venezia, Padova, Rimini, Piacenza”. L’incontro con i dipendenti delle coop uscenti è fissato per il 24 agosto, alle ore 11, all’Auditorium Toscanini

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