2 Novembre 2015

Obiettivo Aeroporto: creare interesse in un’area integrata

Obiettivo Aeroporto: creare interesse in un’area integrata

Poche tratte, ma tanta voglia di volare. Dalla Rosa Prati parla di progetti futuri e di possibili soluzioni per rilanciare il concretamente il Verdi


Tra pochi giorni, un’assemblea dei soci della Sogeap si riunirà per eleggere il nuovo consiglio, decaduto in seguito alle dimissioni dell’Amministratore Delegato Rastelli. «Lascio augurandomi che il nostro territorio capisca l’importanza dell’aeroporto e trovi le risorse per sostenerlo» ha dichiarato l’ad.

Proprio così, perchè – è noto a tutti – l’aeroporto di Parma non naviga in acque tranquille. Onde e cattive mareggiate sembrano imperversare sulla piccola barca del Verdi che, qualche mese fa, è riuscita a sopravvivere grazie alla scialuppa di salvataggio fornita dall’Upi. Come tutti ricorderanno, l’Unione Parmense degli Industriali ha investito 5 milioni di euro per permettere alla Sogeap di essere operativa nei prossimi due anni. Attenzione però, si tratta di salvezza, non di sviluppo. L’Aeroporto continua a vivere, ma ciò non significa che, in soli due anni, possa fare grandi passi in avanti in termini di sviluppo. Il problema risiede nella mancanza di un partner locale, territoriale, vicino a Parma e al Verdi, ma anche nella mancanza di risorse che, in un modo o nell’altro, vanno sempre ricercate nel e col territorio. «I sostenitori vanno trovati a Parma – spiegava a giugno scorso Guido Dalla Rosa Prati, presidente della società –. Un aeroporto è un servizio e va pagato; è difficile che un soggetto di fuori trovi interesse e investa in una società in perdita».

Ma le idee ci sono, anche se le tratte no. Basta andare sul sito del Verdi per leggere che le tratte sono ulteriormente diminuite e si sono ridotte a due: Londra e Trapani. Ma aumentare le tratte non è cosa semplice. Non bisogna solo ottenerle, ma, soprattutto, occorre sostenerle economicamente. Insomma, servono risorse che devono essere necessariamente trovate nell’arco di questi due anni.
Come fare per risollevare lo scalo parmigiano? Dalla Rosa Prati pensa alla posizione strategica, dal punto di vista sia geografico che economico, dell’aeroporto: «Se è vero che il Verdi è un aeroporto piccolo e in sofferenza, è anche vero che si trova in un territorio ricco e interessante – spiega –, e si trova in un’area scoperta: Linate e Bergamo sono saturi, Malpensa è lontano, Bologna lavora bene ma si avvicina alla saturazione. In questo scenario, Parma potrebbe assumere in futuro un ruolo molto importante».

A pochi mesi dalla ripartenza dunque, si pensa a cercare partner, risorse e idee per lo sviluppo. L’obiettivo principale è creare interesse in un’area integrata, coinvolgendo Reggio Emilia, Modena, Mantova, Cremona, Piacenza, La Spezia: un’area vasta in cui Parma diventi il perno dello sviluppo, grazie soprattutto al legame tra aeroporto e alta velocità. Intanto, è indubbio che un ruolo importante in questa partita ancora aperta, spetti al territorio: «Se il Verdi interessa al territorio, se porta beneficio economico, il territorio deve farsi avanti» spiega Rastelli.

2 commenti

  • luigi02. Nov, 2015

    A dire il vero le tratte sono tre: c’è anche Cagliari.

  • LUIGI_6003. Nov, 2015

    No caro amico dal 25 ottobre le destinazioni sono rimaste solo 2 , appunto Londra Stansted e Trapani. Invece il volo per Cagliari Ryanair lo ha spostato a Bologna, dove guadagna di più che a Parma.

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