15 Aprile 2019

Aeroporto di Parma: nessun danno alla qualità dell’aria

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Aeroporto di Parma: nessun danno alla qualità dell’aria

La risposta alle osservazioni con un Piano di Sviluppo Aeroportuale. Contrario il Comitato Nocargoparma


La società incaricata da Sogeap per rispondere alle osservazioni effettuate da enti e privati al piano di sviluppo aeroportuale ha redatto un documento di 87 pagine che ha l’obiettivo di chiarire le molte criticità emerse: rischi ambientali, archeologia, patrimonio culturale, aspetti urbanistici, stima di potenziali incidenti, viabilità connessi al rilascio della valutazione di impatto ambientale (Via).

Nel documento si legge, ad esempio, che la valutazione dell’impatto di rischio di potenziali incidenti aerei viene effettuata per scali caratterizzati da un volume di traffico di 50mila movimenti/anno (attuale o previsto nel piano di sviluppo aeroportuale), nonché per tessuti urbani sensibili e fortemente urbanizzati nelle vicinanze aeroportuali. In base a questi criteri, l’aeroporto di Parma non rientra tra gli scali sui quali effettuare la valutazione dell’impatto di rischio, per tanto la stessa non verrà eseguita dall’Enac.

Per quanto riguarda aspetti come il rumore, si evidenzia che “i valori sono decisamente modesti essendo di molto inferiori al valore che la norma indica per il territorio anche oltre l’intorno aeroportuale che è rappresentato dal valore Lva pari a 60 dB(A). Infatti, per il punto di misura RUM 01 (in adiacenza dei nuclei abitati a sud di Fognano) si è ottenuto un valore Lva di 49,8 dB(A) mentre per il punto RUM 02 (zona ad est della testata 02) un valore di Lva di 47,7 dB(A)”. E per quanto riguarda la qualità dell’aria si osserva che i valori di concentrazione rilevati non evidenziano particolari differenze e non registrano valori che destino preoccupazioni in termini di concentrazioni assolute.

Per il traffico aereo, lo scenario 2017 ha visto 5.062 movimenti totali, di cui 2127 di aviazione commerciale e 2935 di aviazione generale, quello post opera (2023) prevede 10.748 movimenti totali, di cui 4.281 di aviazione commerciale passeggeri, 551 di aviazione commerciale cargo e 5.916 di aviazione generale. Le analisi e le valutazioni ambientali sviluppate nello studio di impatto ambientale si riferiscono pertanto all’orizzonte temporale 2023 (anno di completamento delle opere infrastrutturali individuate dal piano di sviluppo aeroportuale) caratterizzato da un traffico aereo di 10.748 movimenti/anno e 202.909 passeggeri/anno. Il contestuale monitoraggio dei volumi di traffico aereo attesi nel periodo 2018-2023 verrà implementato nel Piano di monitoraggio ambientale da parte del gestore aeroportuale, e sarà lo strumento con il quale si potrà verificare la condizione di quanto in fase di SIA è indicato in termini previsionali e la realtà che si verrà determinando.

Contrario invece il Comitato Nocargoparma:Perché non vogliamo pagare un conto da 120 milioni di euro di denaro comunale, nostro, di TUTTI i cittadini di Parma, alla Sviluppi Immobiliari Parmensi che sta costruendo il Mall, che ora è bloccato proprio a causa dell’aeroporto.

Perché non vogliamo che, in conseguenza di questo esborso da parte del comune di Parma, le tasse comunali vengano mantenute ai massimi livelli per anni e anni.

Perché, sempre a causa di questi 120 milioni di euro da pagare, non vogliamo vedere diminuire i servizi relativi ai bambini, agli anziani, ai disabili ed ai servizi sociali in generale, che saranno i primi a subire dei tagli.

Perché sulla nostra salute non vogliamo vedere guadagnare una banca austriaca, che è il socio di maggioranza dell’aeroporto, e che non c’entra nulla con il nostro territorio; i loro profitti se ne andranno altrove, sicuramente non qui.

Perché non vogliamo vedere guadagnare sulle nostre teste la solita “crema” dell’imprenditoria parmigiana, anche quella storica che si ritiene “ambientalista”, il tutto senza significative ricadute economiche sul territorio; già, perché il tormentone de “l’infrastruttura strategica” viene utilizzata solo perché non vogliono perdere il loro denaro, questa è la verità.

Perché un aeroporto delle dimensioni pari a quelle di Orio al Serio vuol dire creare un grande disagio a migliaia di cittadini di Parma Ovest e Parma Nord (12.000 secondo la Protezione Civile, ma saranno molti di più) che tra inquinamento atmosferico ed acustico vedranno peggiorare enormemente la qualità della propria vita. A Bergamo il rumore arriva fino a 6 km dalla pista, possiamo documentarlo con le rilevazioni ARPA Lombardia.

Perché vogliamo tutelare la salute dei cittadini di Parma e soprattutto dei bambini; solo nelle scuole sulle direttrici di decollo ed atterraggio ce ne sono più di 1500.

Perché sappiamo, da numerose pubblicazioni scientifiche, che i danni alla salute di un aeroporto di questo genere sono terribili, soprattutto per i bambini, per i quali è dimostrato che ci saranno molti casi di ritardo nell’apprendimento. Non ci credete ? Vi inviamo la documentazione, nessun problema.

Ecco perché siamo contro l’ampliamento dell’aeroporto di Parma.

Un NO ben motivato”. Andrea Torreggiani, Comitato Nocargoparma

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