18 Giugno 2019

A SPASSO CON L’ARTE. L’Enigma della partenza di Giorgio de Chirico

A SPASSO CON L’ARTE. L’Enigma della partenza di Giorgio de Chirico

Il capolavoro di Giorgio de Chirico conservato nella collezione permanente della Fondazione Magnani Rocca. La rubrica di Stefano Roffi


Nell’arcano Enigma della partenza di Giorgio de Chirico – datato 1914 dall’autore – ricorrono alcuni dei temi di maggior significato nella teoria dechirichiana: l’enigma, il mistero che la lettura dei filosofi aveva insegnato a scorgere dietro le apparenze, e la partenza, il momento mitico per eccellenza, quello che trasforma l’uomo in eroe, in errante, in esploratore dell’ignoto. E proprio alla scoperta dell’ignoto, del senso nascosto delle cose mirava la ricerca intrapresa dall’artista, teso a cogliere l’identità profonda della realtà circostante che solo si rivela a uno sguardo nuovo, metafisico, ossia capace di andare al di là della realtà fisica.
L’ombra generata da un personaggio che non vediamo accresce l’atmosfera di straniante inquietudine della scena, accentuata dal tormentato rapporto fra esterno e interno della casa sulla destra, simbolo dell’inconciliabilità fra realtà e inconscio. Dal nero cupo dell’interno – l’abisso dell’interiorità – si passa allo squarcio liberatorio della vela sul mare, dove la mente si libera in un viaggio che è partenza ma non necessariamente è meta. Una figura misteriosa scruta la scena dall’alto custodendone il segreto nella propria stanza.

Nel quadro, uno dei più significativi della mostra “De Chirico e Savinio. Una mitologia moderna” alla Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano fino al 30 giugno, vela e mare sono simboli nietzschiani, metafore delle avventure della mente e di un itinerario dello spirito tra gli enigmi dell’esistenza; non a caso, gli ultimi Biglietti della follia del filosofo Friedrich Nietzsche costituirono uno dei temi letterari preferiti da de Chirico. Troviamo anche una tipica ciminiera della periferia parigina, quelle che, come cantava Apollinaire in Alcools nel 1913, “levavano al cielo le loro virilità a ingravidare le nubi”, simbolo del polo dionisiaco maschile, fattore imprescindibile della creazione artistica: nella risoluzione del dualismo di Arianna e Dioniso, cioè nell’unione di anima intuitiva e potenza creativa/generante, risiedeva per de Chirico, come per Nietzsche, il segreto dell’arte.

di Stefano Roffi, direttore della Fondazione Magnani Rocca
Per info www.magnanirocca.it

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