31 Marzo 2019

Bimba di 20 giorni di Parma muore al Sant’Orsola

Bimba di 20 giorni di Parma muore al Sant’Orsola

A seguito di un peggioramento era stata trasferita a Bologna dall’ospedale dei Bambini. I medici: “Fondamentale una vaccinazione universale per proteggere le persone più fragili”


Una neonata di 20 giorni, Gaia Carboni, affetta da pertosse è deceduta nel pomeriggio di venerdì nel reparto di Rianimazione pediatrica del Policlinico di Sant’Orsola a Bologna.

La bimba, della provincia di Parma, era arrivata con i genitori una settimana fa all’Ospedale dei bambini per un’infezione delle vie  respiratorie. Vista l’età e le condizioni, la paziente è stata presa in carico dagli specialisti neonatologi del reparto di Terapia intensiva neonatale dell’Ospedale Maggiore di Parma che hanno riscontrato il germe della pertosse quale causa dell’infezione alle vie respiratorie.

Nei giorni successivi al ricovero, la paziente presentava un quadro di grave impegno respiratorio anche se clinicamente stabile. Nella prima mattinata di venerdì 29 marzo, dopo un immediato e improvviso peggioramento delle condizioni si è reso necessario il trasferimento alla Rianimazione pediatrica del Policlinico di Sant’Orsola di Bologna, dove la piccola è deceduta poco dopo l’arrivo.

L’Azienda Usl di Parma ha avviato come di prassi  un’indagine epidemiologica volta a stabilire la natura del contagio. La tragedia che ha colpito questa famiglia rende evidente l’importanza della vaccinazione, spiegano i medici delle due Aziende sanitarie.

La pertosse è, infatti, estremamente pericolosa per i neonati. La vaccinazione universale è dunque fondamentale per limitare la circolazione del germe e proteggere i più piccoli che non hanno ancora raggiunto l’età per essere protetti attraverso la vaccinazione, possibile solo dal compimento del secondo mese di vita.

Per ovviare a questa temporanea mancanza di protezione, è consigliata la somministrazione del vaccino alla madre nel terzo trimestre di gravidanza, come era effettivamente avvenuto in questo caso. La trasmissione al feto attraverso la placenta degli anticorpi da lei prodotti è, infatti, l’unica possibilità per provare a proteggere il bambino nelle prime settimane  di vita.

Variando il grado di immunizzazione in base a fattori individuali, non è possibile garantire una sicurezza al 100% finché la malattia non sarà eradicata, come è avvenuto con il vaiolo grazie alla vaccinazione. Anche questo deve indurre ad estendere il più possibile la vaccinazione, per proteggere i neonati e chi non risponde alla vaccinazione con un’immunizzazione sufficiente.

Le Aziende Sanitarie di Parma e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna esprimono le più sentite condoglianze alla famiglia in questo momento di profondo dolore  e vicinanza agli operatori  che hanno prestato le cure alla piccola paziente.

 

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