4 settembre 2015

Ripartiamo dalle Start Up


Fare impresa a Parma è ancora possibile? Alcune esperienze positive, ma ancora troppe differenze rispetto alle altre economie mondiali.


Passate le maree degli scandali Parmalat fino all’ultimo Parma Calcio cosa resta dell’economia di una città e in un territorio che si è sempre fregiato di esser capofila in settori tradizionali come l’industria alimentare?
Che l’economia sia necessariamente cambiata e che vi sia stata, nell’ultimo decennio, una decisa virata verso le nuove tecnologie e l’innovazione è sotto gli occhi di tutti. Spesso sentiamo parlare di “Start Up” e imprese innovative. Ma cosa sono? Di che si occupano? E davvero possono essere la via di uscita da questa crisi economica?

Quando parliamo di Start Up ci riferiamo ad un’azienda o attività che si occupi prevalentemente di nuove tecnologie ed innovazione e che abbia determinate caratteristiche ben delineate anche dal c.d Decreto “Crescita 2.0”. Ben consapevoli delle possibilità e degli incentivi che tali iniziative possono portare, anche sul nostro territorio, numerosi imprenditori hanno voluto e saputo approfittare di questa opportunità attivandosi individualmente o in consorzi, oppure utilizzando i cosiddetti “incubatori” ovvero aree o locali dove far crescere la propria attività anche attraverso la condivisione delle infrastrutture logistiche e delle competenze. Sul nostro territorio, anche coadiuvate dal Comune e dalle associazioni locali abbiamo esempi che spaziano dall’iniziativa privata come B-Ventures di Mauro Del Rio, fino alle Officine On/Off patrocinate dall’Assessorato Politiche Giovanili con il sostegno di Cariparma, passando per il progetto di sostegno alle start up “COWO” della CNA.

Ma quali sono o devono essere gli interventi necessari per favorire lo sviluppo e l’accrescimento delle start up? In questo, il nostro territorio ha saputo rispondere prontamente fornendo supporto logistico, know-how ma anche economico. Alcuni esempi concreti che ritroviamo proprio a Parma si caratterizzano per la varietà dei settori di riferimento: dal più abituale “tecnologico” per queste imprese come Aerodron società che si occupa di foto analisi aeree tramite droni, all’artigianale come Ciacco gelateria tra tradizione e innovazione, fino agli ambiti sociali e culturali come quelli portati avanti dalla piattaforma BeCrowdy e in particolare il progetto “lanostrascuola”. Qual è l’andamento del mercato? Quasi tutti i protagonisti della nostra inchiesta sottolineano prospettive positive e fiducia nella crescita di questo trend anche nell’ambito del territorio di Parma. In Italia, essere una Start Up non protegge tuttavia dalle difficoltà abituali che tutte le aziende si trovano ad affrontare in fase di avviamento e si riscontrano nette differenze con le altre importanti economie mondiali. C’è chi nonostante la tuttora critica contingenza economica non si scoraggia ed è disposto ad investire personalmente nelle proprie idee. Ma molti, soprattutto nel mondo delle Start Up, cercano canali innovativi di finanziamento ed è qui che un nuovo termine si impone sulla scena: il crowdfunding che tradotto letteralmente significa “finanziamento dalla folla”. L’Italia è stata la prima nazione al mondo ad emanare un regolamento di settore che disciplina la raccolta di capitali tramite piattaforme online, ma la domanda è: avere una legislazione stringente sul tema sta portando i benefici sperati? Cosa ne pensano i professionisti del settore? Dunque, pareri simili per alcuni versi e contrastanti per altri. In conclusione, quale sarà il futuro delle start up e dell’economia nel suo complesso?

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