12 dicembre 2015

Parma, città insicura?


Episodi di criminalità e illegalità si susseguono inarrestabili. Da una parte, cittadini e commercianti che chiedono più sicurezza. Dall’altra, le forze dell’ordine che “fanno quel che possono”


Una città che si sente insicura, che percepisce un aumento della criminalità, che cerca soluzioni e chiede risposte. Parma, preda di furti, spaccio, un degrado diffuso che tocca non solo la periferia, ma anche il centro storico. A segnalarlo, cittadini e commercianti, che lamentano la mancanza di controllo del territorio. La scarsa sicurezza percepita quindi, sembrerebbe un grave problema per la città, non solo per chi ci vive, ma anche per chi sceglie di visitare il territorio. Ricadute negative anche in termini turistici, segnali che non possono e non devono continuare a sussistere in un territorio che, nel tempo, è sempre stato sinonimo di tranquillità.

Le zone più critiche della città, per i cittadini, sono la stazione, quartiere San Leonardo, zona Lubiana, ma anche Piazzale della Pace, come confermato dal Comandante della Polizia Municipale. Problemi e disagi di varia natura si legano a una città che cambia, e in peggio. Ma è davvero così drammatica la situazione in cui versa Parma? Il problema principale sembra essere la mancanza di risorse e mezzi delle Forze dell’Ordine. “Facciamo quel che possiamo” continuano a ripetere e, di fronte alla carenza d’organico, c’è chi ha pensato all’autodifesa, organizzando ronde nei quartieri. Un’azione forte, che ha destato polemiche e una risposta da parte della Prefettura che considera le ronde iniziative censurabili giuridicamente, pericolose, di intralcio per il lavoro delle forze di polizia. In sostanza, illegali.

E allora c’è da chiedersi: perché il cittadino sente la necessità di autodifendersi? Da chi non riceve risposte esaustive e da chi le pretende? La situazione in cui versa la città è sintomo di un disagio sociale o di una noncuranza politica? Tante, troppe domande e poche, pochissime risposte, e intanto il Comune cerca soluzioni palliative, promuove incontri e prova a tendere l’orecchio verso le segnalazioni dei cittadini che, però, giorno dopo giorno, si accavallano, si sovrappongono, si accumulano. L’ultimo progetto riguarda l’installazione di nuove telecamere in quartieri della città: siamo giunti al punto in cui a Parma c’è bisogno anche di questo, di telecamere che sorveglino le strade e che provino a intercettare possibili malviventi. È un po’ il rovescio della medaglia di una città che, all’esterno, sembra brillare di luce propria, ma che, all’interno, nasconde criticità che rischiano di esplodere. A mancare, probabilmente, sono state delle misure propositive che incidessero positivamente sul territorio e sui cittadini, azioni in grado di creare centri di aggregazione sicuri e luoghi di ritrovo quotidiani.

 

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