17 ottobre 2015

Parchi, si deve fare di più


A Parma ci sono 120 parchi e, secondo l’Amministrazione comunale, è difficile gestirli. Tra chi mette in luce i problemi e chi propone soluzioni, il verde pubblico cittadino sembra scivolare nella direzione di un bosco insidioso


È bastata una sola frase per scatenare l’inferno sui social: “A Parma ci sono troppi parchi”. Una frase che ha fatto il giro del web, ha oltrepassato i confini parmigiani ed è arrivata persino alle orecchie di Salvini.
Tutto ciò perché Parmareport ha deciso di indagare sui parchi cittadini, ha deciso di andare a fondo e di far emergere i veri problemi legati a quel verde pubblico che dovrebbe rappresentare il “bello” di ogni città, il luogo prediletto dai bambini, il posto in cui poter trascorrere il proprio tempo libero senza timori né preoccupazioni.

Ma, a Parma, qualcosa non va. È bastato fare il giro di qualche parco per capirlo. Vandalismo, episodi di spaccio, cumulo di sterpaglie, zanzare e, soprattutto, le parole di chi vorrebbe tanto godersi questo patrimonio cittadino, ma non può. Il problema, secondo il sindaco, sta nel numero di parchi: ben 120, a cui sembra difficile poter badare con opportune opere di manutenzione. Per questo, Pizzarotti lancia l’idea di accorpare aree gioco e aree cani, scatenando l’ira di Legambiente, ma trovando l’appoggio del WWF. E, intanto, c’è chi, a distanza di pochi chilometri, gestisce sapientemente 176 parchi e, anziché lamentarsi, propone idee nuove e in linea con i tempi. Stiamo parlando di Reggio Emilia, la città che ha deciso di andare incontro alla gente creando un’apposita Wep App: i parchi, censiti in base alla categoria e ai servizi offerti, sono facilmente individuabili dai cittadini, in modo che il patrimonio verde sia conosciuto e vissuto da tutti. Esperienze a confronto dunque, che dovrebbero far riflettere. Soprattutto se, uno dei problemi maggiori, risiede nella sicurezza, nello scarso controllo delle aree da parte delle forze interessate. Non esistono luoghi pericolosi, hanno sempre detto le forze dell’ordine, ma ogni zona non presidiata, con l’illuminazione bassa, rischia di diventarlo. Per questo concepire l’idea di spostare attrazioni e creare poli più ampi a discapito di altri è una soluzione alla quale ci auspichiamo che il primo cittadino rinunci, magari con un supplemento di riflessione su quanto ha dichiarato.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati. *

*Svolgi l'operazione * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.