18 marzo 2017

Vaccini, nei nuovi Lea anche l’anti varicella ed il meningococco

Vaccini, nei nuovi Lea anche l’anti varicella ed il meningococco

Dopo i dati del Ministero sull’aumento dei casi di morbillo, resta alta l’attenzione sul tema delle vaccinazioni. Anche in Emilia Romagna, dove l ‘accesso al nido sarà ora possibile solo per i bambini in regola con le certificazioni. Nel 2015, Parma fra le poche città della regione che ha rispettato la percentuale di sicurezza dell’Oms


Erano attesi da 15 anni, approdano oggi in Gazzetta Ufficiale i nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza) aggiornati, ovvero le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale (Ssn) deve garantire a tutti i cittadini gratuitamente o dietro pagamento di un ticket. Fra queste, anche i nuovi vaccini, introdotti dal Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019, come l’anti Meningococco B (per i nati dal 2017) e l’anti varicella (per i nati dal 2016).

I vaccini sono al centro delle cronache sanitarie in questi giorni. Proprio ieri, i dati diffusi dal Ministero della Salute sull’aumento dei casi di morbillo in Italia hanno infatti lanciato un nuovo allarme sul calo delle vaccinazioni. Secondo i numeri, a fronte degli 844 segnalati nel 2016, da gennaio 2017 sono già stati registrati più di 700 casi, con un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (in cui si erano verificati 220 casi) di oltre il 230%.

Le segnalazioni arrivano da sole quattro regioni: Piemonte, Lazio, Lombardia e Toscana.  Secondo il Ministero, il morbillo continua a circolare nel nostro Paese a causa della presenza di sacche di popolazione suscettibile, non vaccinata o che non ha completato il ciclo vaccinale a 2 dosi. Ciò è in gran parte dovuto al numero crescente di genitori che rifiutano la vaccinazione.

In generale, il problema del calo delle vaccinazioni riguarda anche l’Emilia-Romagna, dove si è scesi, da almeno un paio d’anni, sotto la soglia di sicurezza del 95%, limite minimo imposto dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). In Emilia-Romagna tale copertura è stata del 93,4% nel 2015 dopo essere scesa al di sotto di quella richiesta nel 2014, quando arrivò al 94,5%. Nel 2010 era al 96,5%. Nel 2015, solo i territori di tre Ausl sono risultati al di sopra del 95%: Imola, la più alta, con il 95,8% (rispetto al 95,3% del 2014), Parma con il 95,6% (95% l’anno precedente) e Piacenza sempre con il 95,6% (95,7%). Al di sotto tutte le altre: Modena col 94,1% (dal 94,7% del 2015), Reggio Emilia col 93,7% (95,2%), Ferrara col 93,6% (96,1%) e Bologna col 93,5% (95,2%).

Ciò ha spinto la Regione, la prima in Italia, ad introdurre l’obbligo vaccinale per i bambini che frequentano non solo gli asili nido, ma anche i servizi integrativi al nido e i servizi ricreativi, sia pubblici che privati,  a partire dall’anno educativo 2017-2018. Un obbligo con il quale i genitori stanno già facendo i conti essendosi aperto proprio in questi mesi il periodo delle iscrizioni. Al nido solo se vaccinati, quindi, in Emilia Romagna.

Chiare le linee guida regionali, emanate in seguito all’approvazione della legge di riforma dei servizi educativi per la prima infanzia 0-3 anni. I genitori, una volta scelta la struttura pubblica o privata alla quale intendono iscrivere il proprio figlio, devono impegnarsi a farlo vaccinare. Dovranno quindi presentare la certificazione delle vaccinazioni effettuate, che dovrà essere consegnata ai gestori dei servizi educativi e che sarà rilasciata dalle Aziende Usl, oppure autorizzare la direzione della struttura educativa ad acquisire l’idoneità alla frequenza direttamente presso l’Azienda USL di competenza.

Per ottenere la certificazione, e quindi l’accesso ai servizi educativi, sarà necessario che il bambino, per quanto riguarda i vaccini obbligatori(antipolio, antidifterica, antitetanica, antiepatite B) abbia eseguito 1 dose se ha fino a 6 mesi di vita, 2 dosi entro il primo anno, 3 dosi entro 18 mesi di vita. Il provvedimento assunto dalla Regione prevede anche la possibilità di accedere ai servizi educativi per i bimbi di età inferiore a 6 mesi: in questo caso c’è l’ammissione con riserva, con l’impegno da parte dei genitori di vaccinare il figlio (1^ dose) entro il compimento del sesto mese di vita. Per i bambini che si iscrivono direttamente al 2° e 3° anno, e che non sono mai stati vaccinati, è previsto l’obbligo di iniziare il ciclo vaccinale, ed effettuare almeno le prime due dosi di ciascuna vaccinazione obbligatoria prima di accedere ai servizi. Dovranno poi completare il ciclo vaccinale, con la terza dose, prima di iscriversi all’anno successivo.

Maggiori info sul Piano Nazionale Vaccini clicca qui

Giornata malattie rare: oltre 20mila persone colpite in regione

Il 27,8% delle certificazioni di malattia rara viene effettuato in età pediatrica (da 0 a 14 anni), il 21,4% nella fascia compresa tra i 35 e i 49 anni

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