19 dicembre 2016

TROPPI PREMI: FOLLI NON RIESCE A RITIRARLI TUTTI E L’UFFICIO STAMPA POSTICIPA L’ANNUNCIO

TROPPI PREMI: FOLLI NON RIESCE A RITIRARLI TUTTI E L’UFFICIO STAMPA POSTICIPA L’ANNUNCIO

Straordinari per i politici locali. L’assessore impegnato a Parma con il trofeo “Comuni Virtuosi 2016”, manda Vagnozzi a Forlì per ritirare un altro premio. E lo staff comunicazione “ritarda” l’annuncio di due giorni


Troppi premi per il Comune di Parma, anche nello stesso giorno e così l’assessore Folli deve mandare il presidente del consiglio comunale Vagnozzi a ritirare il premio. L’unica licenza che si concede l’ufficio stampa del Comune di Parma, che copia pari pari il comunicato pubblicato due giorni prima da InformaForlì   è quella di ritardare il secondo premio di due giorni, per evitare sovrapposizioni mediatiche.

Questo il comunicato dell’ufficio stampa:Al Comune di Parma il riconoscimento: “Sotto il muro dei 100 kg: Comuni Verso Rifiuti Zero”, edizione 2016. Importante riconoscimento per il Comune di Parma che, nei giorni scorsi, ha ricevuto il premio: “Sotto il muro dei 100 kg: Comuni Verso Rifiuti Zero”, edizione 2016. Il presidente del consiglio comunale, Marco Vagnozzi, lo ha ritirato a Forlì, in rappresentanza del Comune di Parma, in quanto l’assessore all’ambiente Gabriele Folli era impegnato a Parma in occasione del premio “Comuni Virtuosi 2016”. Il Comune di Parma, con 152,4 Kg pro capite per abitante residente, pur eccedendo la soglia dei 150 Kg, si conferma comunque Primo Capoluogo di Provincia a livello regionale che hanno generato la minor quantità di “rifiuti non inviati a riciclo”.

L’evento è stato promosso dalla Rete Rifiuti Zero Emilia-Romagna ed è stato organizzato in collaborazione con l’EcoIstituto di Faenza, il WWF e Legambiente regionale e il Comune di Forlì. È stata stilata una rigorosa e scientifica classifica generale che include quelle comunità locali che hanno raggiunto una produzione pro capite inferiore ai 100 Kg per abitante di “rifiuti non inviati a riciclo” e quelle che rientrano negli obiettivi di legge al 2020 (produzione al di sotto dei 150 Kg procapite).

La graduatoria regionale ha evidenziato che i Comuni emiliani risultano essere quelli più virtuosi nella gestione degli sprechi. E’ anche il segno di una sensibilità civile già orientata verso la riduzione dei rifiuti e il recupero, il riuso e il riciclo di beni e materiali che vengono valorizzati come risorse economiche e sociali. I comuni romagnoli purtroppo segnano ancora il passo. Sotto il “muro dei 100 kg pro capite per abitante residente” emergono ben 10 Comuni che “non inviano a riciclo” i propri “rifiuti urbani”.

Sul podio, Soliera, Novi e Medolla, in Provincia di Modena, i Comuni che hanno generato la minor quantità di “rifiuti non inviati a riciclo”. Il Comune di Soliera con 58.8 kg procapite per abitante residente, emergere sulla graduatoria regionale ed è il primo fra i Comuni con una popolazione compresa tra 5.000 e 20.000 abitanti. Masi Torello è il primo fra i comuni sotto i 5.000 abitanti. Seguono a ruota Monte San Pietro (BO), Nonantola, Medesano, Montechiarugolo e Sorbolo in Provincia di Modena, Masi Torello (FE) e, sulla base del parametro di calcolo incentrato sugli “abitanti equivalenti”, il Comune di Sala Baganza (PR). Sempre in base agli “abitanti equivalenti” sono da segnalare per efficienza anche i Comuni di Torrile (PR), Podenzano (PC) e Brescello (RE).

Dall’undicesima posizione alla 53esima troviamo il Comune di Fidenza (PR) con 106 Kg pro capite di “rifiuti urbani non inviati a riciclo” che risulta primo fra le comunità locali tra 20.000 e 50.000 abitanti oltre al Comune di Carpi (MO) primo fra quelli con oltre 50.000 abitanti. Il momento è stato utile per affrontare i temi delle modalità e delle esperienze pratiche orientate alla riduzione dei rifiuti e ad incentivare forme e metodi di “economia circolare”: dalle tipologie di raccolta più efficienti: dalla tariffazione puntuale alla riduzione degli sprechi alimentari; dal compostaggio di comunità alla pratica del compost che produce energia pulita; dalle scelte socio-politiche agli atti amministrativi per far diventare le comunità locali “Comuni a Rifiuti Zero”.

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