21 aprile 2017

Stop al cemento, sabato 22 aprile anche a Parma la raccolta firme

Stop al cemento, sabato 22 aprile anche a Parma la raccolta firme

Al parco Bizzozero, un banchetto di Legambiente per dire no al consumo di suolo e chiedere una legge specifica di tutela del territorio


Anche a Parma la raccolta firme per dire no al consumo di suolo in occasione della Giornata mondiale della Terra. Sabato 22 aprile, al parco Bizzozero, sede di Legambiente, per tutta la mattina a partire dalle 9.30, si potrà firmare la richiesta di una direttiva europea sul suolo ed essere informati sulla proposta di legge regionale avanzata da Bonaccini.

Tra il 1975 ed oggi in Emilia-Romagna sono stati consumati oltre 100.000 ettari di suolo, con una perdita di terreno agricolo in grado di sfamare oltre 2,5 milioni di persone.

“Difendere il suolo dalla cementificazione selvaggia, dall’inquinamento e dagli interessi speculativi deve essere una priorità per garantire sicurezza alimentare”, afferma Legambiente nell’invito ad aderire alla campagna di raccolta firme. Secondo l’associazione: “In Emilia Romagna, la Regione ha presentato una proposta di legge urbanistica che sulla carta sembra mettere un limite al consumo di suolo ma nella realtà lascerà esclusi una serie di interventi espansivi, proprio come i 1.000 ettari di logistica previsti a Piacenza. Legambiente ritiene che i cittadini debbano essere adeguatamente coscienti del passaggio importante che si gioca nell’approvazione di questa legge, e per questo li invita a chiedere al Presidente Bonaccini e ai Consiglieri regionali che modifichino il testo di legge nella direzione di una maggiore tutela del suolo ed un vero sforzo a favore della rigenerazione urbana”.

L’appuntamento è anche l’occasione per lanciare la mobilitazione nazionale per la Giornata mondiale della Terra, il 22 aprile per la raccolta firme della campagna “Salva il Suolo”: una iniziativa dei cittadini europei – che può essere firmata anche online su www.salvailsuolo.it – che chiedono all’Unione Europea di introdurre una legislazione specifica sul suolo, riconoscendolo e tutelandolo come un patrimonio comune. Una legislazione che esiste per aria, acqua, energia, biodiversità, ma è assente per il suolo

Il consumo di suolo è infatti un fenomeno codificato a livello europeo con l’espressione land take, ovvero la somma di tutti gli usi e le coperture del territorio, principalmente insediative e infrastrutturali, che sottraggono al suolo le sue funzioni fisico-chimiche e biologiche, creando una “sigillatura” irreversibile della crosta terrestre.

Il traguardo da raggiungere è 1 milione di firme in tutta Europa entro il 12 settembre prossimo; 54mila le firme necessarie per raggiungere il quorum in Italia.

 

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