10 giugno 2018

Inchiesta su Spezia-Parma: sms sospetti di Calaiò e Ceravolo

Inchiesta su Spezia-Parma: sms sospetti di Calaiò e Ceravolo

Il Parma calcio: “I messaggi non contengono alcun tipo di irregolarità o malizia, come già chiarito dai nostri tesserati”


C’è un’inchiesta su Spezia-Parma, lo 0-2 la partita che, grazie al contemporaneo pareggio del Foggia a Frosinone ha garantito la terza promozione consecutiva al Parma. Nei giorni scorsi la Procura della Federcalcio avrebbe ascoltato due giocatori dello Spezia e due dirigenti (il team manager Leonar Pinto e l’amministratore delegato Luigi Micheli). Il motivo sarebbero due sms inviati da Emanuele Calaiò e Fabio Ceravolo a Filippo De Col e Alberto Masi (il primo in campo, il secondo in panchina) qualche giorno prima della partita in programma per l’ultima partita di Serie B.  Nei messaggi ci sarebbero stati riferimenti ambigui alla prestazione in difesa dello Spezia, quasi un invito a non metterci troppo cuore magari spingendo anche sulle differenti motivazioni di classifica.  Questo fatto avrebbe portato “giocatori e società a mettere in preallarme gli ispettori della Procura”.

Non si è fatta attendere la replica del Parma, che si dichiara tranquilla soprattutto dopo aver letto gli sms “incriminati”: “Il Parma Calcio 1913, con riferimento alle notizie di stampa apparse nelle ultime ore riguardanti l’apertura da parte della Procura Federale di un’indagine inerente alla gara valida per l’ultima giornata del campionato di Serie B 2017/18 contro lo Spezia, desidera precisare quanto segue:

– i calciatori Emanuele Calaiò e Fabio Ceravolo sono stati ascoltati ieri pomeriggio a Roma dalla Procura Federale. A entrambi è stato semplicemente chiesto conto di due messaggi di testo, inviati a loro ex compagni di squadra in forza allo Spezia nei giorni precedenti la gara. Il tenore dei testi di cui il Parma ha potuto prendere visione nelle ultime ore – e che non riportiamo esclusivamente per rispetto del lavoro degli organi che hanno il compito di approfondire l’accaduto – non contiene alcun tipo di irregolarità o malizia, come già chiarito dai nostri tesserati e come siamo certi verrà accertato anche dagli organi preposti.

– Chi ha il compito di vigilare sulla correttezza di un campionato ha il diritto e il dovere di effettuare ogni tipo di verifica venga ritenuta necessaria. Per questa ragione ogni dirigente, tesserato o dipendente del Parma Calcio 1913 è a totale disposizione degli organi competentiqualora manifestassero la volontà di approfondire ogni aspetto che possa essere ritenuto utile.

– Allo stesso tempo però non possiamo non stigmatizzare la diffusione alla stampa di contenuti dettagliati di un’indagine che, essendo in corso, non permette a chi è chiamato in causa di rispondere in maniera adeguata proprio per evitare di intaccare il lavoro degli organi preposti. In ossequio alle normative infatti, nessun tesserato o dirigente del Parma Calcio 1913 – anche se a malincuore – rilascerà dichiarazioni sino alla conclusione delle indagini.

– A tal proposito, dopo i fiumi di inchiostro dedicati alle infamanti accuse relative a Parma-Ancona, purtroppo non cancellati dall’archiviazione del procedimento, e dopo ogni sforzo fatto per non replicare alle irresponsabili e reiterate dichiarazioni da parte di addetti ai lavori, relative a presunti episodi arbitrali, il Parma Calcio 1913 ha già dato mandato ai propri legali di intervenire nella maniera più dura possibile contro chiunque continui ad infangare con illazioni o allusioni sui diversi mezzi di comunicazione il suo nome, il suo lavoro o i risultati ottenuti.

– In ultima istanza il Parma Calcio 1913 desidera rassicurare e tranquillizzare con forza i propri tifosi e nutre la massima fiducia sul fatto che quest’indagine certificherà ulteriormente come la terza promozione consecutiva – come le due precedenti – altro non è stata che un fantastico traguardo raggiunto grazie al lavoro, al sacrificio e all’esemplare correttezza della società e dei suoi tesserati”.

 

 

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