17 ottobre 2017

Gara raccolta rifiuti. Il nuovo gestore dovrà fare società apposita

Da / 6 giorni fa / Città / Nessun commento
Gara raccolta rifiuti. Il nuovo gestore dovrà fare società apposita

Il precedente bando era scaduto il 31 dicembre 2014 e fino ad adesso si è proceduto con affidamenti in deroga. Iren dovrà competere per poter essere confermata


Il via libera per procedere alla pubblicazione del bando, atteso per gennaio, è finalmente arrivato. La gara richiede ai partecipanti la costituzione di una specifica società di scopo territoriale per la gestione del servizio nel bacino di affidamento al fine di agevolare i controlli e avere un rapporto diretto con gli enti locali gestiti dal servizio.

Il nuovo gestore dovrà inoltre realizzare un sistema di controllo dei servizi erogati che permetta ai comuni e ad Atersir di verificarne in tempo reale la qualità dell’esecuzione, grazie ad un pannello di controllo che geolocalizzerà tutti i mezzi addetti alla raccolta ed allo spazzamento, consentendo in questo modo di dare rapide risposte ai cittadini che lamentano disservizi.

Di grande rilevanza dovranno anche essere i criteri che premiano la qualità della raccolta differenziata e gli efficientamenti che si potranno fare negli anni del servizio con ricadute positive per tutta la collettività.

I sindacati, per quel che riguarda i soggetti che lavoreranno per il nuovo gestore, hanno ottenuto le garanzie del mantenimento dei livelli occupazionali e delle clausole sociali, continuando anche a garantire il percorso di recupero dei soggetti disagiati.

Sulla mancata gara e la proroga di tre anni è intervenuta sia la Procura regionale presso la Corte dei conti di Bologna il 6 ottobre 2016, che l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), che, nel febbraio 2015, dichiarava “la convenzione con Iren scaduta” e sollecitava caldamente “Atersir a procedere tempestivamente per l’indizione della gara d’appalto per l’affidamento del servizio integrato”.

Il Comune di Parma aveva rallentato la formulazione di un nuovo bando perché aveva inizialmente l’intenzione di non fare una gara, ma internalizzare il servizio creando quelle che si definiscono società in house, un’azienda pubblica costituite in forma societaria con un partner privato. Ipotesi poi abbandonata per gli eccessivi costi che questa avrebbe comportato per rilevare mezzi e materiali necessari per procedere al servizio. “Abbiamo accantonato questa ipotesi – ha detto l’Amministrazione – in quanto l’affidamento in-house comporterebbe impegni economici eccessivi, oltre ai vincoli derivanti dal patto di stabilità e all’obbligo di ripianare le perdite in caso di risultato negativo”.

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