4 settembre 2017

Proges: licenziamenti scampati, ma c’è ancora preoccupazione

Proges: licenziamenti scampati, ma c’è ancora preoccupazione

Welfare a rischio. Rimane incerto il futuro dei dipendenti della cooperativa di Langhirano


Si è conclusa positivamente, con un accordo tra Proges e i sindacati, la procedura di licenziamento collettivo riguardante i lavoratori della cooperativa del territorio di Langhirano, avviata a seguito del ridimensionamento dei servizi voluta dall’Asp, e della contestuale internalizzazione di parte di essi. 

Ma il futuro dei lavoratori coinvolti rimane incerto e la preoccupazione si mantiene viva. “Bisogna capire cosa accadrà agli altri dipendenti: verrà modificato il loro contratto e verranno trasferiti all’Asl? Si tratta di una procedura corretta? Oppure saranno sostituiti da altro personale, con un totale stravolgimento dell’attuale equipe? E ai liberi professionisti cosa accadrà? Verrà proposto loro un contratto di lavoro interinale? Sono queste le forme di gestione che si intende adottare in futuro?”. A chiederselo è Filippo Finardi, direttore delle risorse umane di Proges, che parla di “soluzione parziale”.

“Osserviamo che sia la rinuncia alla gestione dell’hospice, sia la prossima riduzione di posti letto della Casa di riposo evidenziano una diminuzione dei servizi sul territorio – continua Finardi. – A noi però non pare che i bisogni socio sanitari siano diminuiti, al contrario. Allora domandiamo: c’è una pianificazione e una strategia dietro a queste scelte, e quale? O si tratta soltanto di tagliare la spesa sociale? 

Esprimiamo grande preoccupazione. A nostro avviso sono esattamente queste le scelte che poi fanno ricadere sulle spalle delle famiglie il peso concreto dei bisogni, costringendole a far fronte alla cura dei propri cari e a tutti problemi che conseguono da sole, a rivolgersi a badanti e persone con scarsa professionalità. È esattamente così che cresce il welfare fai da te, sommerso, ed è così che si distrugge quello pubblico e universalistico creato insieme, pubblico e privato sociale, in decenni di lavoro, e di cui tanto ci vantiamo a parole”.

 

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