29 settembre 2016

Come è possibile una settimana con vasca da bagno sotto casa

Come è possibile una settimana con vasca da bagno sotto casa

Iren: “Chi raccoglie la differenziata non può raccogliere quelli abbandonati in strada. Per intervenire è necessaria una segnalazione”. Ma prima di rimuovere qualcosa, devono passare gli ispettori


Quartiere residenziale. Via Marx: tra via Sidoli e via Casa Bianca. Giovedì 22 settembre, una settimana fa, compare inaspettatamente una vasca da bagno abbandonata tra una campana di vetro e il cassonetto del verde, probabilmente scaricata da qualcuno che poi deve essere fuggito in tutta fretta. I residenti notano il nuovo arrivo con indifferenza. Zona tranquilla questa, qualche furto ogni tanto, per il resto gente che si saluta cordialmente quando entra ed esce da casa propria.

Qui anche le auto hanno vita difficile, perché anni fa venne istituito il limite dei 30 km orari. L’unico rumore lo fanno i camion della raccolta rifiuti, che spesso passano dopo l’una di notte a raccogliere i sacchi che i cittadini diligentemente lasciano sul marciapiede della strada.

Giovedì è il turno della plastica, come ogni settimana quando scende il buio passano i mezzi a raccogliere tutti i sacchetti gialli messi in fila indiana o a grappolo attorno agli alberi, ma la mattina del venerdì la vasca da bagno è sempre al suo posto, indisturbata.

Trascorrono i giorni, passano altri camion di Iren: si susseguono i ritiri della carta, del verde e dell’umido. Passa anche il lunedì, il turno dei bidoncini dell’indifferenziato, potrebbe essere la volta buona. Ma la vasca da bagno nessuno la raccoglie, anzi, qualcuno aggiunge una sedia e uno spazzolone e lentamente la piccola discarica lievita, in piena zona residenziale, lasciando a bocca aperta chi passeggia o passa in bicicletta.

Ma perché nessuno, neppure il servizio di pulizia della strada interviene? Possibile che nessun addetto Iren o che lavora per conto di Iren sia autorizzato o abbia l’obbligo di fare una segnalazione al servizio per rimuovere una vasca da bagno abbandonata sul marciapiede? Eppure è proprio così. E a spiegarcelo è il Servizio Ambiente di Iren stessa.

Come è possibile che con tanti passaggi per raccogliere i rifiuti, nessuno porti via la vasca da bagno? Secondo quanto spiegatoci, “le varie cooperative incaricate della raccolta della spazzatura differenziata in città non sono tenute a portare via nulla , se non quello che è oggetto del servizio di appalto”. Quindi chi raccoglie carta o plastica, porteranno via solo carta e plastica.

Al contempo non esiste alcun piano di monitoraggio sistematico della città voluto dal Comune. Pertanto alcuni addetti Iren di tanto in tanto e in modo non programmato percorrono le varie zone per verificare se qualcosa di irregolare è stato abbandonato, ma allo stesso tempo non sono poche le vie che per lunghi periodi non vengono controllate. “Avviare un sistema di monitoraggio programmato e regolare risulterebbe troppo costoso per i cittadini – spiega Iren – Dunque occorre sì la segnalazione, ma questa deve necessariamente arrivare da parte di qualche residente”.

Come fare allora per interrompere il soggiorno della vasca da bagno? Ebbene sì, l’unico sistema funzionante per la raccolta dei rifiuti ingombranti abbandonato è proprio la segnalazione dei cittadini. Ed è quello che facciamo, proviamo il servizio. La segnalazione parte martedì 27 settembre: “Buongiorno, c’è una vasca da bagno in via Marx, potete provvedere alla rimozione?”. La risposta, gentile, conferma la presa in carico del problema.

Ma il giorno dopo la vasca è ancora al proprio posto, parte allora la seconda segnalazione, mercoledì 28 settembre. “Provvediamo, grazie della segnalazione”. Poi veniamo richiamati e ci informano di aver visto che esiste un’analoga richiesta fatta il giorno prima: “Volevamo dirle che oggi pomeriggio la vasca sarà rimossa dal marciapiede”. Cosa che effettivamente avviene e giovedì 29 settembre non c’è più traccia dell’arredo da bagno.

Ma il servizio ambiente ci fornisce anche la spiegazione del mancato tempestivo intervento: “Quando arriva la telefonata, però, non interveniamo subito con la rimozione, prima devono visionare il tutto gli ispettori ambientali, perché l’obbiettivo del Comune è cercare di sanzionare episodi come questi”. Si cerca prima di individuare il “colpevole” attraverso l’esaminazione del “corpo del reato”, in modo da poter eventualmente punire i trasgressori. Al seguito di tale controllo, finalmente l’ingombrante rifiuto può essere portato via.

Siamo convinti che con un po’ di impegno il Comune sia in grado di studiare un sistema che riesca a conciliare la sacrosanta punizione di chi non ha ancora imparato una corretta convivenza, con la legittima aspettativa di chi paga tasse salatissime per avere le strade pulite e possa non correre più il rischio di trovarsi per una settimana una vasca da bagno sotto casa.

 

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